I giudici. La Voce di Rimini
It is una follia. Il premier speaks. E' uscito mad?
Il Riformista, 5 settembre 2003
Ieri i titoli principali della Voce di Rimini, quotidiano locale edito dal fratello di Pier Luigi Celli, Gianni, erano dedicati, nell'ordine, alle Netturbiadi di Riccione, una manifestazione organizzata dai circoli ricreativi (Cral) delle aziende italiane di igiene ambientale; alle celebrazioni per i 1703 anni di San Marino, fondatore della vicina repubblica; infine a un'intervista al presidente del Consiglio italiano ripresa da un settimanale inglese e intitolata: «I giudici sono matti».
:: Mar 09.09.03
[continua]
Proteggere Israele, proteggere i palestinesi *

Per l'ennesima volta, e con inesorabile puntualità, la disillusione punisce la speranza che questa potesse essere finalmente l'occasione buona: invece, Israele e palestinesi stanno ancora drammaticamente dimostrando di non essere capaci, da soli, di divincolarsi dalla rete di odio reciproco che si sono cucita addosso in decenni di conflitto.
E' evidente che a questo punto Stati Uniti, Europa e Russia (i promotori cioè della Road Map), non abbiano altra strada che promuovere urgentemente e con fermezza - sotto l'egida dell'ONU - l'invio di un adeguato contingente di caschi blu che si faccia garante, sul terreno, della realizzazione dei due punti fondamentali del piano di pace (a parole condivisi da entrambe le parti in causa): smantellare le colonie ebraiche all'interno dei territori occupati e disarmare i gruppi estremisti palestinesi.
Non ci sono alternative: solo la comunità internazionale, prima che la crisi diventi irreversibile, può in qualche modo "imporre" le condizioni di fondo per un futuro di coesistenza nell'area, facendosi carico da un lato della sicurezza del popolo di Israele, dall'altro della libertà dei palestinesi nella costruzione di un proprio Stato.
Considerando inoltre il peso del conflitto arabo-israeliano sugli equilibri e sulle prospettive socio-politiche di ben più larga parte del mondo, sarebbe una grave responsabilità, oltre che un errore, indugiare ulteriormente in questo passo decisivo. Esso potrebbe anche costituire il primo banco di prova di una sorta di nuova strategia di ricomposizione delle crisi mondiali che si sta facendo largo, fin qui solo in termini di possibilità teorica, nel dibattito politico internazionale dopo la caduta del muro di Berlino: e che al vecchio "diritto a intervenire" delle Grandi Potenze sostituisce una nuova "responsabilità di proteggere" della comunità internazionale.
Proteggere Israele, proteggere i palestinesi, proteggere noi tutti.
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:: Lun 08.09.03