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|Mercoledì 31 Agosto 2005| |
Sceneggiate *
Nel centrodestra, dove Berlusconi è il solo candidato per le prossime elezioni, c'è chi assicura che quello della leadership è un problema ancora aperto. Nel centrosinistra, dove i candidati alle primarie sono 3 o 4, tutti assicurano che quello della leadership è un problema già chiuso. Che casino!
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:: Mer 31.08.05
Tribuni di odio
Non saranno del livello dei Pera o delle Fallaci, ma di questi pare proprio che non possiamo fare a meno.
:: Mer 31.08.05
Soci *
Da Soci sul Mar Nero, dove è ospite nella dacia di Putin, Berlusconi manda a dire che per lui ricandidarsi a premier è "un enorme sacrificio personale".
Da Fregene, dove è ospite nel bilocale ammobiliato della suocera, il ragioner Rossi manda a dire che pure per lui la ricandidatura di Berlusconi è un enorme sacrificio personale.
Poi dicono che non c'è sintonia tra il Cavaliere e gli italiani!
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:: Mar 30.08.05
Parabole
di Jena
La Stampa, 29 agosto 2005
Ci sono delle frasi così profonde che restano nella memoria, concetti filosofici, metafore della vita, parabole della politica. Appena tornato dalle vacanze, ne ha detta una anche D'Alema: «Se la barca è buona e la mano è sicura, il mare si può affrontare».
:: Lun 29.08.05
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|Domenica 28 Agosto 2005| |
Cin-cin *
I tre medici in servizio al «118» di Ercolano, sorpresi in stato di ubriachezza dai carabinieri durante il turno di lavoro, si sono prontamente difesi dichiarando alla stampa che in realtà bevevano solo mentre non lavoravano. Come non credergli?
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:: Dom 28.08.05
Chi vince e chi perde *
Se uno è in buona fede, non ha difficoltà a capire perché, anche nel caso recente dello sgombero dei coloni da Gaza, a vincere è Israele e a perdere sono i palestinesi.
P.S. - Aggiornamento del 27 agosto.
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:: Ven 26.08.05
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|Mercoledì 24 Agosto 2005| |
Colpi di sole *
Di fronte allo sgombero dei coloni israeliani dalla striscia di Gaza - decisione unilaterale del governo Sharon ed evento politico senza precedenti -, il leader dell'Anp Mahmoud Abbas inneggia alla "vittoria dei martiri palestinesi", mentre quello del Pdci Oliviero Diliberto non vede "alcun gesto di pace da parte di Israele".
Più patetici dei vecchietti che in questi giorni sostano sulle panchine ombrose del Parco Lambro.
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L'ex commissario Ue Mario Monti ha osservato che "le attuali coalizioni, di centrodestra e di centrosinistra, non sono in grado di far progredire l'Italia verso una moderna economia di mercato", in quanto, per come sono strutturate, non riusciranno mai a fare le riforme di cui il Paese urgentemente necessita. "Ha ragione, è un ragionamento da riprendere", gli ha fatto subito eco il segretario dell'Udc Marco Follini, santo protettore di 11500 forestali calabresi.§ § § § §
"Era un vero e proprio mattatoio, con schizzi di sangue sulle pareti alti un metro e mezzo", hanno detto del garage di Guglielmo Gatti gli inquirenti, dopo il sopralluogo seguìto al ritrovamento dei corpi degli zii che avrebbe fatto a pezzi, rinchiuso in sacchi dell'immondizia e gettato in un dirupo della Valle Camonica.
Come ingannava il tempo l'assassino l'abbiamo capito. Come lo passavano gli inquirenti resta un mistero.§ § § § §
Tormentone dell'estate: è più carina Leslie Bibb o Carly Pope (telefilm Popular)? Noi un'idea ce la siamo fatta, ma naturalmente non la diciamo. 
/BlogGlob]
:: Mer 24.08.05
Sprint
di Jena
La Stampa, 18 agosto 2005
La gara tra centrodestra e centrosinistra è giunta allo sprint finale, vince chi fa prima a suicidarsi.
:: Gio 18.08.05
Le non-notizie dell'Unione *
Autorevoli osservatori l'avevano appena detto: "Non è certo alla luce del meno 2,5% della produzione industriale nel primo semestre del 2005 reso noto dall'Istat che Standard & Poor's ha ieri deciso di portare l'outlook del nostro Paese da «stabile» a «negativo»". "Per chi valuta il grado di affidabilità dei nostri conti pubblici e del nostro Paese conta soprattutto il modo con cui questo reagisce allo stillicidio di notizie negative. (...) Le motivazioni offerte da Standard & Poor's per la revisione dell'outlook sul nostro Paese fanno esplicitamente riferimento alla classe politica e alle divisioni interne ai due schieramenti. Si mette in dubbio la volontà non solo dell'attuale maggioranza, ma anche dell'opposizione, di fare quelle riforme che servirebbero davvero a contenere il disavanzo e a rilanciare l'economia del nostro Paese" (Tito Boeri su La Stampa del 9 agosto).
Manco avesse sentito, e volesse perciò subito confermare le peggiori impressioni, quel capolavoro di prontezza e lungimiranza che è il curato dell'Unione contrito sermonava: "Non ho nessuna intenzione di presentare il programma definitivo adesso: sarebbe sciocco e suicida" (sicut non esset). "Tutti sanno che i programmi si presentano al momento giusto, (...) arriveremo al programma quando sarà ora" (in hora mortis). "Intanto, le priorità su cui stiamo lavorando sono chiare: la riduzione del costo del lavoro, la diminuzione del cuneo fiscale, la politica giovanile" (alla faccia della chiarezza!).
Diciamocelo, non occorre essere quelli di Standard & Poor's per sospettare un centrosinistra, in quanto a volontà riformatrice, almeno all'altezza del decotto centrodestra berlusconiano: da rating sottozero, insomma!
/BlogGlob]
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"La cattiva notizia è che ti ho licenziato, quella buona è che ora ti posso scopare".
(Samantha di
Sex and the city)
:: Gio 11.08.05
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|Mercoledì 10 Agosto 2005| |
Il coraggio di Sharon
L'Occidente riveda il suo giudizio
di Piero Ostellino
Corriere della Sera, 10 agosto 2005
Un'organizzazione sociale non la si cambia cercando di cambiare la testa degli uomini che ne fanno parte, bensì rinnovandone gli statuti e sperando che il resto venga da sé. Così — cito a memoria — scriveva Hannah Arendt negli appunti per un libro sulla Politica che la morte prematura le avrebbe impedito di realizzare. La grande intuizione e il grande coraggio di Ariel Sharon stanno nell'aver rotto, sia nella teoria sia nella prassi, un tabù per i propri concittadini: l'intoccabilità degli insediamenti ebraici nei territori cosiddetti occupati dopo la guerra del 1967.
:: Mer 10.08.05
[continua]
Buone intenzioni *
I giudici del Tribunale del riesame di Torino hanno riformulato da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale l'imputazione a carico di Elena Romani - la donna accusata di aver ucciso il 2 luglio scorso, con un calcio alla schiena, la figlia Matilda di 22 mesi. Per i giudici, la donna non intendeva uccidere la bambina.
Voleva raddrizzarla.
/BlogGlob]
:: Mar 09.08.05
Fatti e parole *

Nella conferenza stampa del 5 agosto sulla lotta al terrorismo, il primo ministro britannico Tony Blair ha detto:
- "Venire in Inghilterra non è un diritto", è un'opportunità della quale non si può abusare.
- "Le regole stanno cambiando e chi arriva nel Regno Unito ha il dovere di condividere e sostenere i valori della way of life britannica".
- Saranno ampliate le norme che consentono le espulsioni dal Paese di coloro che predicano la violenza.
- Le persone hanno il diritto di professare la loro religione e di vedere rispettata la propria cultura, ma d'ora in poi giustificare o tollerare il terrorismo sarà reato.
- "Chiunque abbia partecipato ad atti di terrorismo si vedrà automaticamente negata la richiesta di asilo nel nostro Paese".
- Saranno presto messi fuorilegge l'Hizb Ut Tahrir e l'Al Muhajiroun, due organizzazioni integraliste islamiche che esaltarono gli attacchi terroristici dell'11 settembre.
- D'ora in avanti, per acquisire il passaporto britannico bisognerà prestare giuramento alla nazione e conoscere un minimo di lingua inglese.
- Naturalmente non tutti i musulmani sono terroristi e sarà benevenuto chiunque collaborerà, così come "tutti coloro che arrivano in pace". "Rispetto e tolleranza garantiscono la libertà".
- La grande comunità musulmana d'Inghilterra non deve sentirsi sgradita in terra britannica, ma "chi incita all'odio e alla violenza, qui non troverà più alcuno spazio".
Prendere o lasciare, ha detto Blair, da oggi funziona così.
ACCIDENTI, SI CHIEDONO DA NOI I DIFENSORI PATENTATI DEI DIRITTI UMANI, MA DOPO TUTTO CIO' TONY BLAIR HA ANCORA IL CORAGGIO DI DEFINIRSI LIBERALE? O NON STA INVECE FACENDO IL GIOCO DEI TERRORISTI? 
/BlogGlob]
:: Lun 08.08.05
Uno squillo dal quartierino
di Massimo Gramellini
La Stampa, 8 agosto 2005
E' come se il Faust di Goethe fosse stato riletto dai Vanzina. La Telefonovela dell'estate si basa su una solida trama di potere: un gruppo di miliardari che hanno fatto i soldi coi soldi, senza mai produrre nemmeno un bottone in vita loro, tentano la scalata alla banca Antonveneta (appetita dagli olandesi) e a tante altre belle cose, sostenuti in incognito dal governatore Fazio, che pur di tenere lontano lo straniero decide di sacrificare la sua quiete (qualcuno dice la sua anima) per conservare intatta la propria influenza sul Paese, che i beneficiari del suo agire avevano, come Mefistofele, messo per primi in discussione. Quello che altrove sarebbe un dramma di titaniche passioni rivela subito l'italica tendenza a deteriorarsi in bisticcio fra comari ossessionate da pettegolezzi e complessi di inferiorità. I sogni grandi e terribili che agitano il racconto si perdono dentro i soliti dialoghi da avanspettacolo, smozzicati e contorti, spesso grotteschi, talvolta irresistibili come un canovaccio di Totò.
:: Lun 08.08.05
[continua]
Cupole *
Il presidente che prima della nomina fa una visita di cortesia a casa del Capo. Il direttore generale, suo amico personale, che lo ringrazia pubblicamente del posto. Il cda che solidale tutela il tornaconto delle famiglie. La commissione di vigilanza che sorveglia zelante che nessuno disturbi.
LA RAI E' PROPRIO COSA NOSTRA.
/BlogGlob]
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Dolcemente
di Jena
La Stampa, 4 agosto 2005A tutte le auto, a tutte le auto, un uomo si è barricato dentro un edificio nel centro di Roma, circondate il palazzo ma non sparate, cercate di calmarlo, parlategli dolcemente, convincetelo a uscire, l'uomo non è armato, ha moglie e tre figli, si chiama Antonio, per gli amici Tonino.
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L'Unità del 5 agosto: "Prodi, ultimatum a Fazio: «O il governatore dà delle spiegazioni all'opinione pubblica o si trova in una situazione estremamente difficile»". 
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:: Sab 06.08.05
Terrorista *

L'altro ieri un soldato israeliano simpatizzante della destra eversiva, disertore dall'esercito per la sua avversione al ritiro da Gaza, ha aperto il fuoco contro i passeggeri arabi di un autobus di linea in Galilea, facendo quattro morti e una decina di feriti, e finendo a sua volta linciato dalla folla.
Come lo avranno chiamato in Israele questo assassino? Militante, attivista, guerrigliero, giovane disperato, come tante volte i mass-media occidentali definiscono gli assassini palestinesi che si fanno saltare sugli autobus, nelle pizzerie o nelle discoteche di Israele assieme a donne, vecchi e bambini?
Nient'affatto. Molto più semplicemente lo hanno chiamato "terrorista". Da destra e da sinistra, in tv e su tutti gli organi di stampa. Terrorista.
«Si è trattato di un attentato terroristico criminale. E' gravissimo che un terrorista ebreo abbia colpito civili israeliani innocenti. Si tratta di un episodio che minaccia direttamente la democrazia israeliana», ha dichiarato il premier Sharon.
Non è che gli israeliani siano perfetti. E' che il terrorismo lo conoscono bene. Ci fanno i conti ormai da molti anni. E' il loro nemico mortale. Sanno che per sopravvivere non hanno alternative al combatterlo senza tregua. 
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Gli opposti fondamentalismi
Il Foglio, 6 agosto 2005Chi si rifiuta di comprendere la natura religiosa del terrorismo palestinese e islamico, guardi alla strage di Shfaram. Guardi al cittadino israeliano che uccide innocenti non perché è un nazionalista né perché è povero, ma perché è altro: un fondamentalista. E' convinto che gli ebrei abbiano ricevuto da Dio, dal patto abramitico che lega la storia terrena degli ebrei a Dio, il diritto alla terra di Israele, alla Grande Israele che comprende Gaza e la Cisgiordania. Solo per questo ha ucciso arabi (israeliani) innocenti. Solo per questo rifiuta ogni mediazione politica, ogni considerazione strategica. La sua mano è armata esattamente dalla stessa logica che arma i kamikaze palestinesi. "La Palestina è un lascito eterno di Allah al popolo dell'Islam, sino al giudizio universale", in questa frase dello Statuto di Hamas è riassunto il vero senso del "rifiuto arabo di Israele". Per questa natura divina del diritto alla terra, la leadership palestinese filonazista del Gran Muftì e quella laico-islamica di Yasser Arafat hanno sempre rifiutato la mediazione e la trattativa, pur fingendo di accettarle. Per questo Yasser Arafat ha lanciato l'Intifada. Per questo ancora oggi 19 Stati musulmani su 23 non riconoscono il diritto di Israele ad esistere. Per questo lo slogan "pace in cambio di terra" non ha mai funzionato. Perché la terra dell'islam, il dar al Islam, e la Palestina soprattutto, per gli arabi è nella esclusiva disponibilità di Allah. C'è, però, anche un fondamentalismo israeliano, speculare a quello palestinese. La differenza tra l'uno e l'altro non è soltanto nei numeri. L'abisso che separa i due fondamentalismi è la forza della democrazia nella società israeliana a cui corrisponde l'egemonia del fondamentalismo in quella araba e palestinese.
Menahem Begin e lo stesso Ariel Sharon hanno spesso agito nel nome di un fondamentalismo ebraico (come in Libano nel 1982), ma la forza di Israele è di essere nato non in nome di Dio, ma in nome del suo popolo, come ricordano le limpide e laiche tesi di Theodor Herzl riprese da David Ben Gurion nel 1948. La forza di Israele è la sua democrazia, così pervasiva da riuscire a modificare idee e azioni anche dei suoi leader fondamentalisti, a spingerli alla trattativa, alla politica, addirittura alla ritirata. Come oggi Ariel Sharon da Gaza. La debolezza della società palestinese e di quelle arabe è ben più grave della mancanza di democrazia: è quella di avere un orizzonte di vita in cui il fondamentalismo è egemone e, inoltre, una religiosità che pervade il senso del possesso della terra, come della donna.
:: Sab 06.08.05
AAA cercasi credibilità disperatamente *
L'Unità del 31 luglio: "L'Iraq, un paese occupato. Lo dicono le Nazioni Unite".
L'Unità del 3 agosto: "La guerra genera il terrorismo. Lo dicono i servizi segreti".
Comprendiamo quanto debba essere arduo per l'organo dei Ds procurare una qualche parvenza di credibilità a posizioni di politica estera difficilmente difendibili già al di fuori dell'asse Bertinotti-Diliberto-Pecoraro Scanio. E il desiderio perciò di trovare conforto nell'analisi di qualcuno un po' meno impresentabile. Ma un conto è la libertà di opinione, un altro la pratica omissiva e la regola mistificatoria a cui il quotidiano Ds oramai giornalmente si acconcia.
Così, dopo le bugie e le omissioni sulle risoluzioni dell'Onu, smascherate da più di un commentatore e, senza andare troppo lontano, dalla lettera delle risoluzioni stesse, adesso è la volta della lettura libera che L'Unità fa della relazione semestrale presentata dai Servizi di sicurezza al parlamento.
I Servizi parlano dei flussi di denaro che dall'Italia finanziano il terrorismo internazionale? L'Unità no!
I Servizi parlano del pericolo costituito dagli imam radicali che predicano indisturbati in Italia? L'Unità certo che no!
I Servizi parlano di contiguità tra attivismo antiamericano/antisionista e ambienti islamici? L'Unità naturalmente no!
I Servizi parlano del rischio che il terrorismo faccia ricorso ad armi chimiche e batteriologiche? Macché, L'Unità no!
I Servizi parlano dell'eversione interna e del terrorismo "rosso"? No, L'Unità nemmeno di quelli!
L'unica cosa che interessa davvero all'organo dei Ds è ribadire che tutto il male del mondo deriva dalla guerra mossa in questi anni alle tirannie e che il terrorismo alla fin fine ce lo siamo andati a cercare. Che è una cosa che i Servizi proprio non dicono!
Insomma, basta leggere i commenti riportati da altri quotidiani, se non il testo integrale della relazione, per confermarsi nel sospetto che per L'Unità la campagna elettorale è cominciata da un pezzo e che la verità è ormai da qualche parte in vacanza!
/BlogGlob]
:: Ven 05.08.05
Surrealismi *

Dopo l'elezione di Claudio Petruccioli a presidente della Rai, il consigliere anziano Sandro Curzi ha dichiarato: "Prendo atto con grande soddisfazione del felice esito della votazione. Ora la politica deve fare un passo indietro. La mano passa a noi!". (*)
Ma cosa cazzo avrà voluto dire?
(*) Composizione del cda Rai. Presidente: Claudio Petruccioli (Senatore Ds). Consiglieri (eletti dalla Commissione parlamentare di vigilanza): Giovanna Bianchi Clerici (funzionaria Lega nord); Sandro Curzi (ex direttore del giornale di Rifondazione comunista); Gennaro Malgieri (ex direttore del giornale di An); Nino Rizzo Nervo (ex direttore del giornale della Margherita); Carlo Rognoni (responsabile comunicazione Ds); Marco Staderini (in quota Udc); Giuliano Urbani (ex ministro di Forza Italia). Angelo Maria Petroni (nomina Ministero Economia). 
/BlogGlob]
:: Gio 04.08.05
Scalate
Affetto
di Jena
La Stampa, 3 agosto 2005
Dimettendosi da senatore, il neopresidente della Rai ha scritto una lettera a Pera: «Mi mancherà in modo particolare la sua rassicurante presenza». Pera si è giustamente commosso, mai nessuno gli aveva dedicato parole così piene di affetto. Nemmeno Ratzinger.
§ § § § §
Dopo il caso che ha coinvolto il governatore della Banca d'Italia, si fa un gran parlare della necessità di stralciare, dal testo delle intercettazioni telefoniche, le notizie relative alla vita privata degli intercettati. Ma davvero qualcuno riesce a credere che il "bacio" di Fiorani a Fazio riguardi la loro sfera personale e non quella istituzionale? Mica sono gay! 
/BlogGlob]
§ § § § §
"Se facessimo continuamente pompini agli uomini, domineremmo il mondo".
(Samantha di
Sex and the city)
:: Gio 04.08.05
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|Mercoledì 03 Agosto 2005| |
Vacanze romane
Estradiamo subito il terrorista hip hop
Il Riformista, 3 agosto 2005
L'opera di rivalutazione e perdono del terrorista Hamdi Issac prosegue indefessa. L'ultimo difensore d'ufficio del ragazzo eritreo che un destino ingiusto ha trascinato dal muretto di largo Flaminio e dalla frequentazione con le ragazze dello Chateaubriand fino allo zainetto esplosivo nella metropolitana di Londra, è G-Max, cantante rap del gruppo Flaminio Maphia. Il quale trasecola dalle pagine romane di Repubblica: «Hamdi un terrorista? No, non ci credevo quando ho visto la sua foto sul giornale e non ci credo neppure adesso... eravamo una comunità pacifica unita dall'amore per la cultura hip hop, anche Hamdi era così... era figo stare con lui... era un ragazzo a posto, simpatico, bello, aveva successo con le pischelle». [leggi tutto]
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Da noi il terrorista è già un bravo ragazzo
Il Riformista, 2 agosto 2005Fateci caso: appena arrivato (e arrestato) in Italia, Hamdi Adus Issac, alias Osman Hussain, uno dei terroristi che aveva portato il tritolo tra i pendolari londinesi, uno che poteva fare tra i venti e i trenta morti innocenti, ha già assunto le sembianze del bravo-ragazzo-che-ha-sbagliato. Lo interrogano i magistrati e, in tempo reale, se ne conoscono le dichiarazioni sui giornali, tutte rassicuranti, «non volevo fare una strage, era solo un atto dimostrativo, con al Qaeda non c'entro niente». Vi è capitato per caso di leggere i verbali degli interrogatori ai suoi complici arrestati in Inghilterra? No, lì non usa. Qui da noi, invece, usa. Sui giornali esce tutto, dalle intercettazioni agli interrogatori. Poco importa se con quelle dichiarazioni l'imputato tende a smentire la tesi espressa da Scotland Yard, che cioè i quattro hanno agito per uccidere, solo che non ci sono riusciti. Poco importa che sia stata la stessa Scotland Yard, con il suo lavoro investigativo, a consegnarci un pericoloso terrorista. Il nostro buonismo non arretra nemmeno di fronte alle dure esigenze della cooperazione internazionale nella lotta al terrorismo. [
leggi tutto]
:: Mer 03.08.05
Truppe d'occupazione *
Romano Prodi ha dichiarato nei giorni scorsi che quando vincerà le elezioni ritirerà le truppe "d'occupazione" italiane dall'Iraq.
Noi ci accontenteremmo che ritirasse le truppe d'occupazione dell'Unione dalla Rai, dove il neopresidente Ds Petruccioli guida da ieri un contingente inter-partito ben più imbarazzante e fuorilegge di quello stanziato a Nassiriya.
/BlogGlob]
:: Mer 03.08.05
Il giornale di Pinocchio
Chi potrebbe resistere mai alla tentazione di sbugiardare L'Unità dopo le tante falsità e omissioni di ieri su Iraq, Onu e missione italiana?
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/08_Agosto/02/occupazione.shtml
:: Mar 02.08.05
"Condanno l'uccisione di innocenti, purché non siano israeliani"
Da un'intervista apparsa su La Stampa di oggi a Mohamed Sayed Tantawi, massima autorità religiosa dell'Islam sunnita in Egitto, uno dei personaggi più influenti del mondo arabo, Sheikh di Al Azhar, prestigiosa scuola coranica (è un'università) del Cairo con cui università italiane hanno recentemente stabilito rapporti di collaborazione.
Sheikh Tantawi, le autorità religiose islamiche, spesso, vengono considerate troppo morbide nel giudicare il fenomeno del terrorismo. Polemica che ha coinvolto anche la sua scuola coranica di Al Azhar. Lei che cosa risponde?
«Sono qui a Sharm el-Sheikh a pregare per le vittime dell'attentato del 22 luglio. Questo dimostra quale sia il mio pensiero».
Allora lei condanna i kamikaze?
«Condanno l'uccisione di gente innocente, come i turisti che erano qui in pace, in vacanza. Nostri ospiti che dovevano essere sicuri. Chi uccide donne e bambini non ha nessuna fede. Quando c'è stato l'attentato di Taba i giornali hanno scritto: "Sono stati i terroristi musulmani". Ma non esistono terroristi musulmani. Chi colpisce innocenti non è musulmano. E anche se lo era, nel momento in cui si macchia di questo peccato non è più nell'Islam».
E le azioni di Londra?
«Hanno colpito innocenti. Persone che andavano a lavorare in metropolitana. Haram, Haram, Haram (peccato, peccato, peccato)».
Lei però, ci risulta, non ha mai condannato le azioni kamikaze dei palestinesi in Israele. Anzi li ha legittimati.
«Allah ha detto che non bisogna usare violenza contro innocenti e contro chi non ci ha fatto del male. Ma ha anche detto che dobbiamo reagire a chi usa violenza contro di noi».
Si spieghi meglio.
«I palestinesi erano un popolo in pace, avevano una terra e gliela hanno portata via. Adesso sono povera gente che non ha niente se non la dignità di essere buoni musulmani».
Buoni musulmani anche i terroristi? Lei tre anni fa emise una fatwa, in cui sentenziò che «le operazioni di martirio contro qualsiasi israeliano, inclusi i bambini, le donne e i giovani, sono legittime dal punto di vista della legge islamica».
«Allah dice “colpisci chi ti fa del male”, ma solo lui, non tutto il mondo».
Una scomunica che però non riguarda i martiri palestinesi, mi sembra di capire.
«....(non risponde)».
Anche in Iraq la violenza in nome di Allah non accenna a finire.
«Io dico a quel popolo, anche se non è d'accordo, di avere pazienza, di seguire le decisioni del governo. Perché solo dopo che si sarà formato un esercito forte, gli americani e gli altri occidentali dovranno andare via».
:: Lun 01.08.05
Missione "Omissione"
by Camillo
Che L'Unità sia la Padania rossa... non è certo una novità. Ma oggi ha tentato una manovra da giocatori di tre carte che davvero non ci si può credere. Per voler dare ragione a Prodi (e a Zarqawi) sull'occupazione internazionale (sotto egida Onu) si è inventata una serie incredibile di cose. Una per tutte: secondo Toni Fontana l'Onu non ha mai autorizzato l'intervento militare, "né l'occupazione". Ovviamente l'Onu non solo ha autorizzato l'occupazione, ma ha chiesto in tutti i modi agli altri Stati che non hanno partecipato di inviare truppe. Ecco la fiabesca interpretazione dell'Unità: prima ha citato una risoluzione, la 1472, del marzo 2003, che però è precedente alla caduta di Baghdad. Poi si è dimenticato di dire che la 1483 invita gli Stati membri ad assistere gli iracheni nelle riforme e nella sicurezza. Si è dimenticata della 1500, quella che riconosce il governo provvisorio iracheno e che ha deciso l'invio della Missione Onu in Iraq (L'Unità non ne parla, sennò metterebbe anche l'Onu tra gli occupanti. Cosa che, peraltro, hanno fatto Zarqawi & co: facendo saltare il quartier generale Onu, uccidendo 22 persone, uno dei quali l'inviato di Annan, Sergio Viera de Mello). Poi c'è la 1511 che, secondo L'Unità, chiede una rapida fine dell'occupazione quando, come è noto, "autorizza la Forza multinazionale sotto comando unificato a prendere tutti i provvedimenti necessari per contribuire al mantenimento della sicurezza e della stabilità in Iraq" e "esorta i Paesi Membri a dare il proprio contributo, in virtù di questo mandato delle Nazioni Unite, anche con l'invio di forze militari, alla Forza multinazionale sopramenzionata". Un imbroglio che non ha precedenti nella storia del giornalismo.
Poi c'è la 1546. Secondo l'Unità, questa afferma che l'Onu è impaziente di vedere la restituzione della sovranità, ma l'Unità non si è accorta che la sovranità è stata restituita, seguendo il calendario Onu, il 30 giugno del 2004 e che quella risoluzione saluta, appunto, la fine dell'occupazione.
http://www.ilfoglio.it/camillo/
:: Lun 01.08.05