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|Lunedì 31 Maggio 2004|

Titti va alla guerra *

Il diessino Fabio Mussi è rimasto così colpito dalle critiche mosse alla mozione unitaria del centrosinistra sul ritiro del nostro contingente dall'Iraq che, in un articolo su l'Unità di pochi giorni or sono ("La guerra delle parole"), se la prende con i cosiddetti "terzisti" i quali, dalle colonne di vari organi di stampa, hanno catalogato quella mozione come una sorta di "tradimento del riformismo", come il prevalere di posizioni malauguratamente "radicali".
Ma perché mai, si lamenta il deputato diessino, chi fa la guerra, o vi partecipa, sarebbe uno "responsabile", e chi vi si oppone sarebbe "estremista"? Perché stare con Bush è da "riformisti", e stare con il pacifismo da "radicali"? Perché restare a tutti i costi in Iraq è da "moderati", e venir via quando c'è guerra è un "cedimento alla piazza"?
"Ci dev'essere stata qualche manina" osserva malizioso "che nella classificazione delle specie politiche, e delle relative parole, ha creato un gran disordine", e a causa sua si rischia ora di non capirci più niente. E perciò, con humor tipico del piombinese verace, il Mussi propone scherzosamente di promuovere un "Comitato antisovversione linguistica" che aiuti a rimettere ordine nel linguaggio politico e nel significato delle parole.
Noi, in verità, non siamo sicuri che i pacifisti vadano considerati più "radicali" degli interventisti; né che restare in Iraq sia da "moderati" e venirne via sia da "estremisti". Per quel che ci riguarda, un termine vale l'altro: anzi, i riformisti potrebbero benissimo chiamarsi Sancho Panza, e i radicali Don Chisciotte; oppure quelli Titti e questi Gatto Silvestro. Dove però non riusciamo più a seguire, è quando quelli che nei giorni pari sono Don Chisciotte, nei giorni dispari diventano Sancho Panza; quelli che ieri erano Titti, domani sono Gatto Silvestro. Perché questo è successo con il centrosinistra a proposito dell'Iraq (ammesso che sia davvero finita!). E ciò che gli osservatori (terzisti) hanno annotato, è stato l'andirivieni incerto e anche un po' comico - alla Jacques Tati di Trafic - tra lo stare di qua o di là, tra l'essere una cosa o essere l'altra; fino ad assestarsi su una posizione (quella del ritiro immediato) che non trova oggi eguali nelle posizioni di alcuna nazione al mondo e che sembra oggettivamente la più lontana dalla pratica e dalla teoria riformista, per quanto è rinunciataria e marginale rispetto alla realtà con cui deve fare i conti. Dove il problema, dunque, non sembra tanto essere un problema di "parole", come sostenuto dal Mussi, bensì piuttosto di identità e di "idee", nonché di credibilità ed efficacia politica. Tutti simpatici, infatti, i personaggi di cui sopra; ma prendereste davvero sul serio un canarino tutto giallo che proclamasse, financo perentorio: "Abbasso la guella amelicana, via le tluppe italiane dall'Ilaq"?

big grin/BlogGlob] :: Lun 31.05.04


L'arma del petrolio nella guerra di Osama

La Jihad petrolifera di Osama per affondare l'Occidente
di Guido Rampoldi
La Repubblica, 31 maggio 2004

Oil tower

La storia ieri è tornata lì dove tutto è cominciato e dove tutto in qualche modo dovrà finire: in Arabia Saudita. Con l'osceno massacro di ostaggi occidentali compiuto nella città petrolifera di Khobar, il binladismo persegue il disegno imperiale che prese forma alla fine degli anni Novanta tra i deserti afghani e la rete di moschee devote all'Islam più radicale: cacciare gli infedeli dal suolo della Mecca, abbattere la dinastia dei Saud e fondare un Califfato per combattere l'Occidente con il petrolio.
:: Lun 31.05.04 [continua]


Quella voce italiana accanto ai terroristi

Le centrali dell'odio
di Magdi Allam
Corriere della Sera, 31 maggio 2004

Mentre Antonio Amato è stato barbaramente sgozzato in Arabia Saudita dai terroristi di Al Qaeda, altri italiani, secondo fonti dei nostri servizi segreti, parteciperebbero attivamente al fianco della sedicente Resistenza irachena nell'uccisione dei nostri connazionali in Iraq.
:: Lun 31.05.04 [continua]


Senza la forza, niente pace

Impariamo da Israele: sa agire con decisione contro il nemico, sa assumersi questa tragica responsabilità. Con errori fatali, ma difendendo il proprio diritto all'esistenza
di Giuliano Ferrara
Panorama, 31 maggio 2004

La vera questione da affrontare, per capire l'Iraq e la guerra al terrorismo, è il rapporto tra la democrazia e la forza. Non bisogna essere neoconservatori, o la caricatura che se ne fa in Europa, per capire che senza aver garantito la sicurezza, senza aver smantellato le bande dei miliziani, senza aver eliminato gli estremisti armati, nulla è possibile.
:: Lun 31.05.04 [continua]


Lo strano congresso di Assago

di Giovanni Sartori
Corriere della Sera, 31 maggio 2004

Forza Italia nasce nel 1994. Da allora sono passati dieci anni; dieci anni, e soltanto due congressi. Aggiungi che il congresso di Assago è stato improvvisato con il solo fine di «lanciare» Berlusconi alle prossime elezioni europee. Un congresso di partito è tenuto a discutere di se stesso, è tenuto a votare per qualcuno o per qualcosa. In Forza Italia non è mai successo.
:: Lun 31.05.04 [continua]


I riformisti, gli equivoci e la ricerca di un'identità

di Giuliano Zincone
Corriere della Sera, 31 maggio 2004

In questa vigilia elettorale, fervono le discussioni sull'identità dei Riformisti e sulla loro incapacità di arroventare il cuore collettivo delle masse. A noi sembra che questo dibattito sia figlio d'un equivoco.
:: Lun 31.05.04 [continua]


La chiarezza tra famiglia e manager

di Luigi La Spina
La Stampa, 31 maggio 2004

E' proprio la storia di Torino, con lo spegnersi ravvicinato delle sue grandi figure di riferimento culturale, morale, imprenditoriale a insegnare due fondamentali regole di costume civile: quella della responsabilità di una borghesia industriale che deve esercitare anche il compito di classe dirigente.
:: Lun 31.05.04 [continua]


Le questioni aperte

di Massimo Mucchetti
Corriere della Sera, 31 maggio 2004

Luca Cordero di Montezemolo viene nominato presidente della Fiat e Giuseppe Morchio si dimette da amministratore delegato. Si chiude il vuoto di potere lasciato dalla scomparsa di Umberto Agnelli, e se ne apre un altro. Grave e inaspettato.
:: Lun 31.05.04 [continua]


|Domenica 30 Maggio 2004|

L'occasione del 2 giugno

L'Italia è una repubblica

La festa di un Paese un po' disorientato
di Stefano Folli
Corriere della Sera, 30 maggio 2004

Mai come quest'anno gli italiani dovrebbero andare in piazza e festeggiare il 2 giugno, festa della Repubblica e dell'unità nazionale. Si dirà: ma è solo un rituale. Non proprio, e soprattutto non quest'anno.
:: Dom 30.05.04 [continua]


Brindisi e gratitudine fingendo che il mondo sia come 60 anni fa

di Sergio Romano
Corriere della Sera, 30 maggio 2004

La celebrazione dell'anniversario di un grande evento storico è sempre fondata sulla premessa, tacita e indiscussa, che i celebranti siano i diretti eredi dei protagonisti. Nella ricorrenza del sessantesimo anniversario dello sbarco alleato in Normandia i veterani conferiscono a questa presunzione una parvenza di realtà.
:: Dom 30.05.04 [continua]


«Ike», quel timido condottiero che scatenò l'inferno

di Enzo Biagi
Corriere della Sera, 30 maggio 2004

Il 5 giugno 1944 è domenica. A West Point il giovane John Eisenhower si prepara a ricevere il brevetto da ufficiale. In Inghilterra il generale Dwight D., suo padre, chiuso in una roulotte, legge i giornali e un romanzetto che parla delle avventure di un cowboy. Oggi i bruciori di stomaco di cui soffre si fanno sentire di più. Fuma nervosamente i consueti tre pacchetti di sigarette. Verso sera dà l'ordine che quattro milioni di uomini aspettano: «Bene, si va».
:: Dom 30.05.04 [continua]


Un regno sul filo della spada

di Marco Guidi
Il Messaggero, 30 maggio 2004

Dopo Yanbu, dopo Riyad ecco al-Khobar. Ormai l'Arabia Saudita è diventata terra non più garantita dagli assalti di Al Qaeda.
:: Dom 30.05.04 [continua]


Il manifesto del terrore

di Guido Olimpio
Corriere della Sera, 30 maggio 2004

Gli emiri che hanno portato l'inferno a Khobar hanno visto la morte in faccia tante volte. Erano al fianco di Osama nelle gallerie di Tora Bora, in Afghanistan, quando nell'inverno 2001 erano bombardati dagli americani. Poi tornati nel Golfo hanno catturato cuore e mente di molti giovani, plasmandoli come mujahidin.
:: Dom 30.05.04 [continua]


Sindrome Alamo

di Francesco Verderami
Corriere della Sera, 30 maggio 2004

La sindrome di accerchiamento di cui soffre non è una novità, è dai tempi del «ribaltone» che Berlusconi non perde occasione per ricordare le congiure politiche e giudiziarie di cui si sente vittima. Ma stavolta le parole pronunciate davanti allo stato maggiore azzurro, quel suo «mi sento solo contro tutti», rivelano il timore del premier di non poter contare nemmeno sul proprio esercito.
:: Dom 30.05.04 [continua]


La parabola del demagogo

di Curzio Maltese
La Repubblica, 30 maggio 2004

Nessuno si aspettava dalla tre giorni di Assago un vero congresso, al massimo un one man show. È stato molto one man e poco show. La sfida titanica di rovesciare con un colpo d'immagine i sondaggi negativi sembra fallita, naufragata nella noia autocelebrativa.
:: Dom 30.05.04 [continua]


La Resistenza Liberale nella Città della Cultura

Un grande laboratorio civile, che ora è alla prova decisiva contro la sua crisi
di Claudio Magris
Corriere della Sera, 30 maggio 2004

Ognuno muore solo con la propria morte, sempre inconcepibile e indecifrabile, ma anche - consapevolmente o no - attore nel grande teatro del mondo, rappresentante simbolico di una realtà cui ha prestato il suo volto.
:: Dom 30.05.04 [continua]


Vietiamo il dolore dei malati

di Giuliano Zincone
Corriere della Sera, 30 maggio 2004

Ci sono torture di fronte alle quali sembrano lievi le sevizie inflitte ai prigionieri iracheni, giustamente esecrate dall'opinione pubblica planetaria. Ci sono dolori che straziano i corpi, umiliano i cervelli, devastano la dignità delle persone e le fanno urlare come bestie, implorando la morte come una liberazione. Queste sofferenze intollerabili colpiscono gli innocenti, e sono conseguenze di comuni malattie. Ciascuno di noi può aspettarsi di subirle. Tutti abbiamo il diritto di protestare contro questo scandalo e di esigere che sia cancellato.
:: Dom 30.05.04 [continua]


|Sabato 29 Maggio 2004|

Non si insulta un amico malato

Liberazione di Roma (4 giugno 1944)

4 giugno
Il Riformista, 29 maggio 2004

Dice Pisanu che nell'antiamericanismo c'è molto nazifascismo, e un po' di comunismo. E' vero, ma è anche peggio di così. Nel magistero dei cattivi maestri, attempati signori rotti a ogni battaglia, che spingono decine di migliaia di giovani a venire a Roma a far casino contro Bush, c'è anche un pizzico di maramaldismo.
:: Sab 29.05.04 [continua]


Prodi, l'obiettivo del 2006 e i pentimenti nel Triciclo

di Piero Ostellino
Corriere della Sera, 29 maggio 2004

«Romano Prodi non si tocca», dice Massimo D'Alema. Invece, secondo me, Prodi farebbe bene a toccarsi. Perché rischia di non essere lui il candidato dell'Ulivo alle elezioni politiche del 2006.
:: Sab 29.05.04 [continua]


Sempre uniti da un abisso

Umberto e l'Avvocato, vite parallele: l'uno riservato e metodico, l'altro estroverso ed esuberante
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 29 maggio 2004

«Umbertino sedeva rispettoso in cima a una seggiola, come un manuale di buona creanza, facendo discorsi di esasperante buonsenso, perfetto nel suo abito di tela nocciola, nella sua camicia comprata in Bond Street, nella sua cravatta che definiva vivace per via di qualche macchiolina di verde...». Era divertita e stupefatta, Oriana Fallaci. Non riusciva a capacitarsi, in quel 1959 in cui intervistava per l'Europeo il futuro presidente della Fiat e la sua promessa sposa, come potessero quei due ragazzi così giovani, belli, ricchi, cresciuti tra St. Moritz e Forte dei Marmi, essere «così perbenino» che la loro storia si sarebbe potuta «raccontare alle monache».
:: Sab 29.05.04 [continua]


E' un duro colpo

di Marcello Sorgi
La Stampa, 29 maggio 2004

Anche se in qualche modo annunciata dalla malattia, la morte di Umberto Agnelli, così prematura, colpisce duramente, con la sua famiglia, già provata, Torino che guardava con fiducia al coraggioso impegno di quest'uomo, questo suo concittadino, al servizio della Fiat, l'economia italiana e più in generale il Paese, che vede per la seconda volta in meno di due anni ferito il vertice del maggior gruppo industriale.
:: Sab 29.05.04 [continua]


La stanza vuota

di Ezio Mauro
La Repubblica, 29 maggio 2004

Non doveva evidentemente regnare, Umberto Agnelli. Per tutta la sua vita ha contrastato un destino tenace che ogni volta lo allontanava dal vertice del potere Fiat, cui era naturalmente designato da sempre come successore dell'Avvocato: e quando infine era riuscito a piegarlo, riunificando tardi e a caro prezzo la sua biografia e la dinastia, il destino si è ribellato con una malattia dura e veloce, e la morte.
:: Sab 29.05.04 [continua]


Nella buona e nella cattiva sorte

di Furio Colombo
L'Unità, 29 maggio 2004

Umberto Agnelli mancherà all'Italia. Non si tratta di una frase celebrativa ma di una constatazione. In qualunque Paese si sentirebbe il vuoto per il chiudersi di una vita che è stata rilevante per la sua impresa, la sua città, e per l'enorme stima che - insieme al fratello avvocato Agnelli - ha guadagnato nel mondo.
:: Sab 29.05.04 [continua]


Il record dell'impresa fai-da-te

Il Censis fotografa il nuovo boom: in dieci anni creato in proprio il 71% dei posti di lavoro
di Luisa Grion
La Repubblica, 29 maggio 2004

L'azienda italiana è fatta in casa: negli ultimi dieci anni c'è stata una esplosione delle imprese individuali, quelle dove l'unico addetto è il titolare. A conferma di una polverizzazione dell'economia italiana, dove scende il numero medio di addetti per azienda. Ora le imprese con un unico titolare rappresentano oltre il 58 per cento del totale. Secondo un rapporto del Censis il 71 per cento dei nuovi posti di lavoro è nato così, da un'idea fai da te. Ma aumentano soprattutto le attività di servizi e, fra le professioni, è boom per gli informatori medici, gli agenti immobiliari e le agenzie matrimoniali.
:: Sab 29.05.04 [continua]


La Jane travolgente di Charlotte Brontë

di Renato Minore
Il Messaggero, 29 maggio 2004

La visione della brughiera si spalanca meravigliosamente davanti ai nostri occhi quando la metà di Jane Eyre è in buona parte superata, ossia quando il plot è ormai così compiutamente esploso che il lettore è come ipnotizzato.
:: Sab 29.05.04 [continua]


|Venerdì 28 Maggio 2004|

«Ripartiamo dal patto del '93 con Ciampi»

Montezemolo/Montezuma by Roberto Perini (Il Riformista)

Montezemolo: torni la concertazione. Meno litigi in politica. Semplificare il Paese, puntiamo su Sud e ricerca
di Raffaella Polato
Corriere della Sera, 28 maggio 2004

Emozionato «giusto un po'». Ma lo dice, Luca Cordero di Montezemolo, quando ancora è all'ingresso di Viale dell'Astronomia. E vale lo spazio di pochi minuti, il tempo di passare dal foyer all'auditorium. Lì dentro, dal palco, è subito un'altra faccenda.
:: Ven 28.05.04 [continua]


Montezemolo: torniamo al dialogo sociale

Nel discorso di investitura il presidente di Confindustria rilancia la concertazione e critica il federalismo. Maroni lo attacca, Fini lo elogia. I sindacati: è una svolta
di Salvatore Tropea
La Repubblica, 28 maggio 2004

Luca Cordero di Montezemolo riapre la stagione del dialogo sociale. Il neopresidente di Confindustria, al suo esordio come leader degli imprenditori privati, chiede una svolta: "Torniamo allo spirito del '93" - dice - spingiamo sull'innovazione, smettiamola con gli estremismi". E avverte il governo: un federalismo eccessivo affonda il Paese, mentre il taglio degli incentivi non deve strangolare le imprese. I sindacati accettano la mano tesa, l'esecutivo si spacca: Berlusconi e Fini plaudono, la Lega è irritata. Il presidente della Repubblica Ciampi: "Bene, è importante fare squadra".
:: Ven 28.05.04 [continua]


Il discorso della fiducia

Imprese, politica e società: un nuovo corso
di Massimo Mucchetti
Corriere della Sera, 28 maggio 2004

Con il suo primo discorso da presidente, Luca Cordero di Montezemolo ha riposizionato la Confindustria nel gioco politico e nel confronto sociale dopo i quattro anni di Antonio D'Amato, contrassegnati dall'appoggio al governo e dal tentativo di dividere Cisl e Uil dalla Cgil.
:: Ven 28.05.04 [continua]


Sindacati pronti a un nuovo patto

Cgil, Cisl e Uil apprezzano la relazione del neopresidente ma sospendono il giudizio sul tema del potere di acquisto dei redditi
di Riccardo De Gennaro
La Repubblica, 28 maggio 2004

Una «buona relazione», «coraggiosa e innovativa», che «scommette sul futuro». Usano, nell'ordine, queste espressioni i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Epifani, Pezzotta e Angeletti all'uscita dall'assemblea della Confindustria.
:: Ven 28.05.04 [continua]


Pensare in grande

di Carlo Bastasin
La Stampa, 28 maggio 2004

Prima di tutto, finiamola con la logica secondo cui il mio nemico è il mio alibi. Il conflitto perenne e fine a se stesso soffoca l'Italia. Bisogna invece impegnarsi lucidamente sul rilancio economico di cui il Paese ha un bisogno esistenziale. Era parecchio tempo che non si sentiva alzare una voce diversa nel dibattito italiano, ideologico e retrospettivo. Lo ha fatto ieri Luca di Montezemolo proponendo un ribaltamento di logiche: no a scontri brutali per obiettivi trascurabili, come è successo con l'articolo 18, ma il contrario, metodi concordi per obiettivi ambiziosi.
:: Ven 28.05.04 [continua]


Due Italie per due presidenti

di Aldo Cazzullo
Corriere della Sera, 28 maggio 2004

E' la stessa Italia, quella disegnata ieri mattina a Roma e ieri pomeriggio ad Assago, all'assemblea della Confindustria e al congresso di Forza Italia, da Luca di Montezemolo e da Silvio Berlusconi? Stessi ministri in platea. Alcune parole chiave in comune: fiducia, rifiuto del declino. Nessuna contrapposizione formale, anzi, attestati di consuetudine e stima tra il presidente degli industriali e il presidente del Consiglio. Ma una frattura oggettiva: nei fatti, e nell'idea dell'Italia.
:: Ven 28.05.04 [continua]


Il nuovo corso degli industriali

di Giulio Anselmi
La Repubblica, 28 maggio 2004

Il cambio di stagione era annunciato da tempo. Ma ieri mattina, nel palazzone dell'Eur tirato a lucido e stracolmo di invitati, Luca di Montezemolo, neopresidente incoronato quasi all'unanimità, non ha deluso l'attesa di un segno forte: Confindustria ritrova la sua collocazione a un vertice del triangolo che ha agli altri estremi governo e sindacati. E, senza ovviamente schierarsi contro l'esecutivo, abbandona lo schiacciamento sulle posizioni berlusconiane che aveva caratterizzato l'epoca di D'Amato e riconosce esplicitamente il sindacato come interlocutore.
:: Ven 28.05.04 [continua]


Il declino non è ineluttabile. Ma basta strategie del rinvio

di Massimo Gaggi
Corriere della Sera, 28 maggio 2004

Il declino del sistema industriale italiano è un dato di fatto al quale è ormai dedicata un'ampia letteratura economica. Ma non è un fenomeno irreversibile. Luca Cordero di Montezemolo, assumendo la guida della Confindustria, afferma di volerne rifiutare la logica e invita gli industriali, le altre parti sociali e il governo a rimboccarsi le maniche.
:: Ven 28.05.04 [continua]


Il new deal della Confindustria

di Roberto Stigliano
Il Messaggero, 28 maggio 2004

Giovedì 25 maggio 2000, pagina 34 della relazione del neo-presidente della Confindustria, Antonio D'Amato: «Ogni volta che i governi hanno cercato di fare passi avanti, si sono trovati di fronte all'opposizione pregiudiziale del mondo sindacale. Sul welfare e sulla flessibilità del lavoro quella di Cgil, Cisl e Uil è una posizione conservatrice».
Giovedì 27 maggio 2004, pagina 12 della relazione del suo successore, Luca Cordero di Montezemolo: «Il patto sociale del '93 è tuttora valido ed è soprattutto valido nello spirito con cui esso venne firmato... Credo che dobbiamo avere il coraggio di guardare al nostro interno, di mettere da parte gli estremismi, di riprendere la via del dialogo diretto».
:: Ven 28.05.04 [continua]


Imprenditori sempre più protagonisti

di Luigi Paganetto
Il Messaggero, 28 maggio 2004

Un bel discorso, quello con cui Luca Cordero di Montezemolo ha esordito, come presidente di Confindustria. Bello perché si è sempre tenuto su toni elevati e perché ha dato un forte segnale della volontà degli imprenditori di farsi interpreti della scossa chiesta dal Capo dello Stato come reazione al clima di sfiducia generale degli assai poco brillanti risultati realizzati dal nostro sistema produttivo.
:: Ven 28.05.04 [continua]


Il programma di governo di Luca Jfk

Sinistra in estasi, centrodestra spaccato. La svolta (ciampiana) l'ha fatta la Confindustria
Fini dice a Tremonti e Maroni di adeguarsi
Il Riformista, 28 maggio 2004

Aveva fatto capire che si sarebbe mosso in punta di piedi, con una partenza soft, senza fretta. Invece, ha staccato la frizione come il suo adorato Schumacher. Citando John Lennon («Give peace a chance»), parafrasando Kennedy («essere classe dirigente significa anche questo: restituire al paese parte di ciò che si è ricevuto»), mettendosi sotto le ali di Carlo Azeglio Ciampi («Grazie, signor Presidente. Non ci tireremo indietro»).
:: Ven 28.05.04 [continua]


Le aziende sono preoccupate dall'aumento della burocrazia

Più apparati delle Regioni. I nuovi statuti regionali hanno prodotto più consiglieri, con le altre Province spese in crescita
di Mario Sensini
Corriere della Sera, 28 maggio 2004

La legge offre una garanzia precisa. Il federalismo fiscale dovrà essere attuato «senza oneri finanziari aggiuntivi». Ovviamente per lo Stato. Per i cittadini e le imprese, sarà probabilmente diverso. Basti pensare al costo della burocrazia, della diversa allocazione della responsabilità politica che il federalismo comporta.
:: Ven 28.05.04 [continua]


Il Polo si spacca. Lega "irritata" ma Fini plaude

Anche Berlusconi approva: "Imprenditori, nostro petrolio"
Maroni: tesi inaccettabili. Opposizione soddisfatta
di Elena Polidori
La Repubblica, 28 maggio 2004

Luca Cordero di Montezemolo divide la Casa delle Libertà, irrita la Lega e raccoglie consensi dall'opposizione.
:: Ven 28.05.04 [continua]


Il messaggio del Quirinale «Ora si deve fare squadra»

di Marzio Breda
Corriere della Sera, 28 maggio 2004

Un mese fa aveva chiesto di «dare una scossa al Paese», di «invertire la rotta», di «rimettere in circuito la fiducia». L'appello del Primo Maggio Carlo Azeglio Ciampi lo aveva fatto rivolgendosi a mondo politico, istituzioni, parti sociali e soprattutto all'appena designato presidente della Confindustria. Ieri si è avuta la prova di quanto l'invito sia stato condiviso e raccolto.
:: Ven 28.05.04 [continua]


Un altolà preoccupato ad alleati e avversari

di Massimo Franco
Corriere della Sera, 28 maggio 2004

L'inquietudine affiora dietro un orgoglio obbligatorio, in vista delle elezioni di giugno; e spinto per due ore fino ai limiti dell'autocelebrazione. La segnalano l'insistenza con la quale ieri, al secondo congresso di FI, Silvio Berlusconi ha sottolineato la «moralità del rispetto degli impegni presi»; l'ammonimento che il programma del 2001 è stato presentato agli elettori «in pieno accordo con gli alleati della coalizione»; e la dichiarazione tanto solenne quanto in apparenza superflua, che il suo è e rimarrà «un governo di legislatura».
:: Ven 28.05.04 [continua]


"Perché non ci fidiamo più di Berlusconi"

Gentile presidente. Sul perché non ci fidiamo più di Berlusconi (e che cosa questo significa)
di Giuliano Ferrara
Il Foglio, 28 maggio 2004

Gentile presidente, le diciamo perché non ci fidiamo più di lei e che cosa questo significa.
:: Ven 28.05.04 [continua]


Il no della famiglia Biagi

La sorella del professore ucciso dalle Br: non voteremo Cofferati
di Francesco Alberti
Corriere della Sera, 28 maggio 2004

L'incubo che da mesi tormentava i pensieri del candidato sindaco Sergio Cofferati si è materializzato ieri mattina nel volto delicato e nelle parole dirompenti di una signora bionda, che quasi nessuno conosce, se non fosse che di cognome fa Biagi, Francesca Biagi, sorella del giuslavorista ucciso il 19 marzo di due anni fa dalle Brigate rosse. :: Ven 28.05.04 [continua]


Il Cinese: non mi farò intimorire

L'ex leader Cgil accusa il centrodestra: sono nervosi, cercano diversivi offensivi
di Alessandro Trocino
Corriere della Sera, 28 maggio 2004

«Diversivi offensivi». Non alza la voce Sergio Cofferati, dal palco di piazza Maggiore a Bologna, davanti ai cinquemila venuti ad applaudirlo. E non menziona né la famiglia Biagi, né Cossiga, che ha sollevato il caso, evocando il professore ucciso dalle Br e le «accuse di tradimento pronunciate da Cofferati».
:: Ven 28.05.04 [continua]


La legge Biagi spiazza tutti sul nodo dei precari

Il caso dei Co.co.co. Telecom e le posizioni della Cgil sui risultati della riforma
Per molte imprese regolarizzare in fretta i lavoratori più deboli costa ancora troppo
di Pietro Ichino
Corriere della Sera, 28 maggio 2004

Se esiste un inferno per i faziosi, lì rischiano di finire, dopo il giudizio universale, s'intende, almeno un giornalista dell'Unità e due alti dirigenti della Cgil. Motivo della condanna: il modo in cui sull'Unità del 25 maggio hanno presentato e commentato l'accordo sindacale stipulato il giorno prima alla Telecom, col quale circa 4 mila lavoratori, finora precari e non protetti, sono stati «promossi» lavoratori subordinati regolari.
:: Ven 28.05.04 [continua]


«Vorrei raccontare le mie certezze ai figli di Tobagi»

«Non ci sono misteri né ci sono state omissioni. Basta rileggere attentamente le sentenze»
di Armando Spataro (procuratore aggiunto della Repubblica di Milano)
Corriere della Sera, 28 maggio 2004

Walter Tobagi veniva ucciso 24 anni fa dal piombo dei terroristi. Ho rivisto due giorni fa, in tv, la sua storia, dai primi passi come giornalista alla fine del processo per il suo omicidio. Mi hanno colpito le parole e i dubbi di Benedetta Tobagi, figlia di Walter. Pensando a lei, che vorrei un giorno incontrare, provo a dire la mia.
:: Ven 28.05.04 [continua]


«Bagdad partecipi alla discussione sulla bozza Onu»

Richiesta della Francia. E la Cina vuole il ritiro a gennaio della forza multinazionale
Gli Usa: così si perde tempo
di Ennio Caretto
Corriere della Sera, 28 maggio 2004

Con l'appoggio della Germania, la Russia, la Cina, l'Algeria e il Cile, la Francia mette l'America in difficoltà all'Onu. Dalla sua visita in Guatemala, il presidente di Parigi Jacques Chirac lo dice chiaramente: «La bozza angloamericana è una buona base sulla quale negoziare, ma va seriamente migliorata».
:: Ven 28.05.04 [continua]


La tempesta che infuria in America

di Marc Fumaroli
La Repubblica, 28 maggio 2004

Mai, nemmeno ai tempi della ribellione di una generazione intera contro la guerra del Vietnam, nemmeno ai tempi del Watergate e persino dell'impeachment di Richard Nixon, l'America era stata preda di una "tempesta cerebrale" altrettanto violenta. Solo che, questa volta, il dramma in corso è infinitamente più grave e le sue cause sono molto più difficoltose da afferrare e da analizzare.
:: Ven 28.05.04 [continua]


Europa, chi la vuole batta un colpo

La Costituzione è fondamentale per proseguire sulla via dell'integrazione
di Antonio Padoa Schioppa
La Stampa, 28 maggio 2004

Per la costituzione europea, la stretta finale si avvicina. Mentre la Convenzione aveva operato alla luce del sole, la Conferenza intergovernativa discute e decide nel chiuso delle cancellerie. Ben poco trapela al di fuori. E quel poco è inquietante.
:: Ven 28.05.04 [continua]


Alle soglie del Male, fra i «cerchiobottisti»

La nostra Commedia
di Sergio Romano
Corriere della Sera, 28 maggio 2004

All'inizio del terzo canto dell'Inferno Dante ha già disposto sulla scena i protagonisti e i grandi temi della Commedia. Sappiamo che il poeta è uscito da una selva oscura, in cui aveva smarrito la sua via, e che ha cominciato a salire lungo il pendio di una collina verso la vetta illuminata dal sole.
:: Ven 28.05.04 [continua]


|Giovedì 27 Maggio 2004|

Disimpegno unilaterale

Bip Bip, The Road Runner

Ulivo e Iraq
di Marta Dassù
Corriere della Sera, 27 maggio 2004

Mentre l'opposizione italiana chiede il ritiro, i democratici americani chiedono di aumentare le truppe, perché quelle sul terreno non bastano.
:: Gio 27.05.04 [continua]


Testo di Prodi apre all'Onu, Rutelli non lo firma

«Possibile una nuova presenza italiana in Iraq con forze di polizia». Sì di Fassino, il leader della Margherita: inutile
di Maria Teresa Meli
Corriere della Sera, 27 maggio 2004

Il documento arriva da Bruxelles. Romano Prodi lo invia ai leader del Triciclo. Un testo non lungo, un ammorbidimento rispetto alle posizioni prese finora dal Listone sull'Iraq. Una correzione di tiro dopo quelle tre righe secche in cui si chiedeva il ritiro punto e basta.
:: Gio 27.05.04 [continua]


Ma è un'altra America

di Boris Biancheri
La Stampa, 27 maggio 2004

Malgrado le manifestazioni ostili e gli addobbi arcobaleno, il 4 giugno il Presidente degli Stati Uniti verrà in Italia per commemorare il sessantesimo anniversario dello sbarco ad Anzio e le migliaia di soldati americani che persero la vita in un'impresa che segnò per noi la prima luce di libertà.
:: Gio 27.05.04 [continua]


La protesta del 4 giugno logora l'opposizione

di Massimo Franco
Corriere della Sera, 27 maggio 2004

Lentamente, l'Onu e l'Europa stanno costringendo il centrosinistra italiano ad un ripensamento. Il granitico fronte del ritiro dall'Iraq perde ogni giorno qualche scheggia.
:: Gio 27.05.04 [continua]


È giusto che i musulmani si facciano giustizia a modo loro?

Lettere al Corriere - risponde Paolo Mieli
Corriere della Sera, 27 maggio 2004

Sono rimasto molto turbato dall'aver letto sul Corriere l'articolo di Cristina Marrone sull'aggressione a Torino di una giovane marocchina accusata da suoi connazionali di essere troppo «occidentale» e quello di Magdi Allam intitolato «Quel gruppo di violenti che deforma il Corano». Mi hanno deluso le frasi di alcuni imam che minimizzavano l'accaduto riducendo il tutto a comuni episodi di violenza mentre è evidente che si tratta di un tentativo da parte della comunità musulmana di imporre la propria morale e le proprie leggi a detrimento di quelle dello Stato. La ragazza, come conseguenza di quel che è accaduto, ha abortito e noi siamo qui a trastullarci, incapaci di tendere la mano a persone come lei...
Lucia Canale, Milano
:: Gio 27.05.04 [continua]


Se uccidere un ceceno non è reato

Prosciolto capitano russo
di Anna Zafesova
La Stampa, 27 maggio 2004

Si sente innocente il capitano Eduard Ulman, e la sua liberazione dalla gabbia degli imputati nell'aula del tribunale è accolta da applausi. Si sente trionfatore, forse un eroe, riceve fiori dagli ammiratori, tira un gran sospiro di sollievo, giustizia è stata fatta.
:: Gio 27.05.04 [continua]


«Mio marito Tobagi, una storia da riscrivere»

Stella Olivieri, vedova dell'inviato del «Corriere» assassinato 24 anni fa dai terroristi, parla per la prima volta del delitto e dei suoi ricordi. «Finora mi sono imposta il silenzio, ma le pallottole e l'odio contro di lui sono una ferita aperta»
di Giangiacomo Schiavi
Corriere della Sera, 27 maggio 2004

In via Salaino non c'è una lapide, una scritta, un segno sul marciapiede dove hanno ucciso Walter Tobagi.
:: Gio 27.05.04 [continua]


«Disprezzo dei valori, lacerazione sociale: perché?»

Natale 1978. Due anni prima di venir assassinato dai terroristi, Walter Tobagi scrive questa struggente lettera-testamento alla moglie Stella
Corriere della Sera, 27 maggio 2004

Tesoro, ti ho voluto scrivere questo biglietto perché, svegliandoti, trovassi un segno che le mie ore di lettura notturne non sono un'evasione, ma sono anche un ripensare a te, a noi, ai michelangioli.
:: Gio 27.05.04 [continua]


Per Falcone un mafioso è mafioso sempre

di Emanuele Macaluso
Il Riformista, 27 maggio 2004

Martedì a tarda sera, Canale 5 ha trasmesso un filmato dedicato a Giovanni Falcone, curato e animato da un bravissimo Claudio Martelli. Il quale ci ha restituito, senza retorica e falsi piagnistei, un Falcone magistrato che fa sino in fondo il suo dovere, con competenza, coraggio e grande senso dello Stato. Un uomo che ama la vita.
:: Gio 27.05.04 [continua]


«Covo di Riina, bugie inspiegabili»

La Procura di Palermo chiede l'archiviazione: non possiamo provare che i carabinieri volessero aiutare Cosa Nostra. E la mancata sorveglianza della casa del padrino resta un mistero. I pm: atteggiamento non veritiero o quantomeno reticente di Mori e di «Ultimo»
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 27 maggio 2004

Il mistero che dura da 11 anni riprende la strada dell'archivio, ma senza soluzione. Piuttosto con ulteriori dubbi e «gravi perplessità», accusa il pubblico ministero.
:: Gio 27.05.04 [continua]


"Quella legge va cancellata"

Fecondazione, appello di intellettuali: "Repressiva e sbagliata"
Le nuove norme, dopo il caso-Catania, riaccendono la polemica politica e scatenano la protesta dell'Ordine dei medici
di Maria Novella De Luca
La Repubblica, 27 maggio 2004

Referendum o revisione, Parlamento o Corte Costituzionale, quello che conta è correre ai ripari. Lo chiedono tutti nell'opposizione, lo chiedono molti nella maggioranza, ora che una cosa normale come la semplice applicazione della norma, ha mostrato tutti i difetti della legge 40 sulla Fecondazione assistita.
:: Gio 27.05.04 [continua]


Fecondazione, il prezzo di un errore

Le regole da cambiare
di Gaspare Barbiellini Amidei
Corriere della Sera, 27 maggio 2004

Vi può capitare un giorno di incontrare per le vie di Milano, dove vive, Giannina, una gentile signora di mezza età. E' la figlia di santa Gianna Beretta Molla, la donna che l'altro giorno in piazza San Pietro Karol Wojtyla ha elevato agli altari per la scelta che, incinta e malata, fece di negarsi la chemioterapia pur di non mettere a rischio la procreazione.
:: Gio 27.05.04 [continua]


|Mercoledì 26 Maggio 2004|

Tutti assieme, operosamente, perché nulla cambi *

Ieri sera, a Ballarò su Raitre, dove si parlava di Tv, Benedetto Della Vedova, deputato radicale al Parlamento europeo, ha opportunamente sostenuto che la situazione di sostanziale anomalìa del sistema radiotelevisivo nazionale, dovuta alla negazione di fatto della libertà politica ed economica del settore, potrebbe essere superata esclusivamente per mezzo della privatizzazione della Rai. Ciò soltanto, infatti, consentirebbe di rompere il duopolio Rai/Mediaset, di creare le premesse per un mercato Tv aperto all'ingresso di nuove imprese, nonché di affrancare l'attuale servizio pubblico dal controllo della politica e dei partiti. Ha anche ricordato, Della Vedova, quanto il centrodestra e il centrosinistra si siano fin qui dimostrati tacitamente concordi nel non voler intraprendere mai sul serio questa strada, votati come sono a riaffermare non il pluralismo e la concorrenzialità, bensì la subordinazione di fatto del servizio Rai ad obiettivi di orientamento della pubblica opinione e a logiche privatistiche di partito.
A queste osservazioni, lucide e argomentate, è subentrato in studio il colpevole silenzio degli ospiti politici (Santoro, Adornato, Mastella: chi guardava l'orologio e chi s'aggiustava la cravatta) e del conduttore Floris (che glissava e cambiava discorso), probabilmente spiazzati e in imbarazzo per la consapevolezza di essere tutti quanti portatori (a diverso titolo, ma con il medesimo impegno) di diritti acquisiti, spazi dovuti e quote-parte: alfieri, cioè, delle truppe d'occupazione attuali o di quelle, finte nemiche, che arriveranno dopo.
A Ballarò si è parlato anche di Iraq, ma che differenza: da lì tutti non vedono l'ora di venir via, e il problema è che nessuno vuole andare a prenderne il posto; da qui invece, dalla Rai, nessuno sogna di schiodarsi, e altri si accalcano alla porta, in seconda o terza fila. Per spirito di servizio, s'intende: ché se l'Italia non avesse una compagnia di bandiera e una Tv tutta sua, che paese sarebbe?

hehe/BlogGlob] :: Mer 26.05.04


La pace, fuori dal gorgo delle elezioni

Colomba della pace (Pablo Picasso, 1949)

di Carlo Fusi
Il Messaggero, 26 maggio 2004

Il punto vero da cui partire per valutare la bozza di risoluzione sull'Iraq presentata da Usa e Gran Bretagna è uno solo: la consapevolezza ormai unanime che solo l'internazionalizzazione della crisi può aiutare a trovare una via d'uscita dal pantano iracheno.
:: Mer 26.05.04 [continua]


Chirac, prima apertura a Bush

Ma Parigi chiede chiarezza sul petrolio e sulla sicurezza
di Alberto Flores D'Arcais
La Repubblica, 26 maggio 2004

«Quello che Chirac e altri chiedono, la sicurezza che il trasferimento della sovranità al governo ad interim sia reale, è quanto vogliamo anche noi». George W. Bush ha scelto un'occasione simbolica - l'incontro con un gruppo di iracheni cui Saddam aveva fatto tagliare le mani ad Abu Ghraib - per sottolineare come anche con quei leader europei che si erano opposti alla guerra oggi ci siano «obiettivi condivisi».
:: Mer 26.05.04 [continua]


Bush negozia la risoluzione con Chirac

L'Eliseo chiede modifiche su petrolio e comando delle truppe. Blair: «Agli iracheni potere di veto militare»
di E. C.
Corriere della Sera, 26 maggio 2004

Triangolazione di Bush tra Washington, New York e Parigi per accelerare il passaggio della nuova risoluzione sull'Iraq all'Onu. Alla Casa Bianca, il presidente lascia trapelare che Bagdad potrebbe tenere le elezioni già questo autunno, non il prossimo gennaio. Spinge inoltre il segretario del Palazzo di Vetro Kofi Annan a informare il Consiglio di Sicurezza, a porte chiuse, dei primi risultati ottenuti da Lakhdar Brahimi nella formazione del governo iracheno. Infine telefona al presidente francese Chirac per assicurarlo che l'Iraq sarà davvero sovrano e, nonostante le sue obiezioni, proclama di averne il consenso.
:: Mer 26.05.04 [continua]


Rischia anche l'Europa

Crisi irachena, il prezzo da pagare
di Franco Debenedetti
La Stampa, 26 maggio 2004

«Finché non sarà riformata \ rimarrà di fatto il luogo di confronto e di scontro delle grandi potenze», ricorda Gian Enrico Rusconi ai pacifisti ingenuamente persi dietro al mito di un governo mondiale. È proprio in base alla più tradizionale logica dei confronti e scontri tra grandi potenze che a Washington verrà chiesto «un prezzo da pagare» per uscire dalle sabbie irachene in cui si è cacciata con la sequela di errori compiuti dopo la liberazione di Baghdad.
:: Mer 26.05.04 [continua]


Questa sinistra moderata che non sa commuovere

di Gianni Riotta
Corriere della Sera, 26 maggio 2004

Sottovoce, i leader della sinistra moderata assicurano di non essere d'accordo, ma l'opposizione si allinea sull'Iraq con un Fausto Bertinotti in gran spolvero, felpato e ferreo nell'imporre il «tutti a casa» alle nostre truppe, che rivendica ora anche per l'Afghanistan.
:: Mer 26.05.04 [continua]


La svolta non c'è, e se ci fosse non la guardiamo

Sinistra. Il listone dovrà cercare una exit strategy se la risoluzione arriva prima delle europee
Il Riformista, 26 maggio 2004

La nuova linea della lista Prodi è: ribadire la totale disponibilità a tornare (cioè rimanere) in Iraq in caso di risoluzione Onu, ma negare negare negare che la bozza angloamericana contenga alcun elemento di novità in direzione della svolta multilaterale tanto invocata.
:: Mer 26.05.04 [continua]


Una giornata particolare

di Francesco Merlo
La Repubblica, 26 maggio 2004

Il 4 giugno prossimo a Roma, a ricevere o a insultare Bush, l'Italia migliore non ci sarà. Dalla parte di Bush ci saranno i camerieri, contro di lui ci saranno i luoghi comuni. E per noi sarà un'altra giornata particolare, come quella di Ettore Scola, dove i personaggi migliori del Paese, i Marcello Mastroianni e le Sofia Loren coltivavano i loro sentimenti, buoni e quindi trasgressivi, felicemente lontani dai clamori della piazza e dai salamelecchi istituzionali e le sbrodature cerimoniali.
:: Mer 26.05.04 [continua]


Sessant'anni dal D-Day, la guerra giusta dell'America

di Bernardo Valli
La Repubblica, 26 maggio 2004

Sessant'anni fa, lo sbarco in Normandia non fu soltanto una delle operazioni più spettacolari e audaci nella storia militare. Fu anche il momento cruciale dell'ultima guerra "giusta", non contestata, con obiettivi chiari.
:: Mer 26.05.04 [continua]


Parata demilitarizzata

di Massimo Gramellini
La Stampa, 26 maggio 2004

La sinistra di sinistra intende boicottare la parata del 2 giugno in quanto «espressione forte del militarismo», lo ha ribadito ieri un dirigente romano di Rifondazione. Ma non è colpa di Ciampi, e per una volta neanche di Berlusconi, se le Forze Armate sono il simbolo dello Stato.
:: Mer 26.05.04 [continua]


Il processo perfetto? Basterebbero solo 346 giorni

Studio degli esperti del ministero. Il paradosso: per garantire più efficienza i giudici dovrebbero fare meno udienze
di Marco Galluzzo
Corriere della Sera, 26 maggio 2004

Hanno persino simulato il «processo perfetto». Quello in cui le parti non fanno ostruzionismo e nessuno chiede un rinvio. Codice alla mano, udienza dopo udienza, tutto liscio come l'olio. Dal primo atto alla sentenza: 346 giorni, né uno in meno né uno in più.
:: Mer 26.05.04 [continua]


Lasciar fare, lasciar litigare

Se il governo si astiene nei conflitti sociali
di Sabino Cassese
Corriere della Sera, 26 maggio 2004

Il governo di centrodestra ha inaugurato un nuovo stile di gestione dei conflitti sociali, ispirato al «lasciar fare». I maggiori servizi pubblici sono scossi da agitazioni e scioperi: il governo «liberista» si astiene, non media tra le parti, o lo fa con grande riluttanza.
:: Mer 26.05.04 [continua]


Tobagi, morte di un riformista «Lottava contro ogni violenza»

Inchiesta televisiva sull'inviato del «Corriere» ucciso dai terroristi nel 1980
L'ultimo discorso: nessuno ferma l'imbarbarimento della società
di Gian Guido Vecchi
Corriere della Sera, 26 maggio 2004

La prima immagine è quella d'un giovane a un processo, maglione verde, baffi e pizzetto, Mario Marano si tormenta le mani e ha lo sguardo imbarazzato, «Barbone esplode il primo colpo e il giornalista Walter Tobagi continua a camminare sulle sue gambe».
:: Mer 26.05.04 [continua]


Troppo catastrofiche le previsioni degli ambientalisti

Lettere al Corriere - risponde Paolo Mieli
Corriere della Sera, 26 maggio 2004

Ho seguito con grande interesse la discussione tra ambientalisti e antiambientalisti sulla sua pagina. Mi compiaccio del fatto che tutti gli intervenuti abbiano messo in tavola dati di fatto e argomenti concreti a sostegno delle loro tesi e già questo sarebbe motivo sufficiente per dir bene del dibattito. Solo che io, tifoso - lo ammetto - della causa ecologista, non capisco cosa possa spingere alcune persone a militare, per così dire, nello schieramento di chi minimizza i rischi per l'ambiente di una modernizzazione senza limiti né freni. Certo, talvolta, le previsioni degli ambientalisti si sono rivelate eccessivamente catastrofiche ma questo non è o quantomeno non mi sembra un buon motivo per abbassare la guardia.
Gaetano Buonaiuto, Napoli
:: Mer 26.05.04 [continua]


Conservatore contro la pena di morte

Lezione a Princeton di George Ryan, ex governatore repubblicano dell'Illinois
di Maurizio Viroli
La Stampa, 26 maggio 2004

Se mai gli Stati Uniti aboliranno la pena di morte, George Ryan, governatore repubblicano dello Stato dell'Illinois dal 1999 al 2003, sarà certo ricordato come uno dei principali artefici della riforma.
:: Mer 26.05.04 [continua]


Mussolini uno e trino. E l'Italia andò in rovina

Anticipiamo alcuni brani dal libro di Denis Mack Smith A proposito di Mussolini, in uscita da Laterza la prossima settimana, nel quale lo storico inglese si sofferma sulle ossessioni, la retorica e il narcisismo del Duce.
di Denis Mack Smith
Corriere della Sera, 26 maggio 2004

Mussolini aveva indubbie qualità di politico; altrimenti non sarebbe mai arrivato a divenire un dittatore, né si sarebbe mantenuto al potere così a lungo. Vent'anni sono molti per un primo ministro di qualsiasi paese. Ma la questione che in questa sede mi interessa è piuttosto un'altra: cercare, cioè, nella personalità del Duce quegli elementi negativi di ordine caratteriale e mentale che alla fine hanno fatto crollare il regime e quasi portato alla rovina il paese. :: Mer 26.05.04 [continua]


Un'idea per Eco: riabilitare Mike Bongiorno

Il presentatore ha 80 anni
di Aldo Grasso
Corriere della Sera, 26 maggio 2004

Buon compleanno, signor Mike e ottanta di questi suoi splendidi ottant'anni! Oggi Mike Bongiorno taglia il traguardo delle ottanta primavere e insieme festeggia i cinquant'anni della tv italiana: le due cerimonie sono indistinguibili perché Mike è la tv italiana.
:: Mer 26.05.04 [continua]


Lettere d'amore, moduli anagrafici, carte bollate

«Sono l'ultimo scrivano di Napoli, meglio di Totò»
di Enzo d'Errico
Corriere della Sera, 26 maggio 2004

Se gli parlate di Eduardo e Totò, storce la bocca in una smorfia amara. Ma non lo fa per presunzione: teme soltanto che il suo lavoro venga dipinto come una macchietta, gouache per turisti golosi di folclore.
:: Mer 26.05.04 [continua]


|Martedì 25 Maggio 2004|

Americani e inglesi chiedono all'Onu un anno

ONU

La bozza di risoluzione prevede un mandato rinnovabile per la forza multinazionale. Il Pentagono vuol tenere il comando
di Ennio Caretto
Corriere della Sera, 25 maggio 2004

Se James Cunningham, l'ambasciatore Usa al Palazzo di Vetro di New York, manterrà la parola - «siamo disposti a migliorarla» - la bozza di risoluzione sull'Iraq in 22 paragrafi potrà segnare l'inizio della svolta.
:: Mar 25.05.04 [continua]


Iraq, all'Onu il piano Bush

Presentata la risoluzione anglo-americana. Governo dal 30 giugno
di Alberto Flores D'Arcais
La Repubblica, 25 maggio 2004

Un governo iracheno "sovrano" sotto la tutela di una forza multinazionale a comando Usa. Nella bozza di risoluzione presentata ieri da Stati Uniti e Gran Bretagna al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite grosse novità, rispetto alle anticipazioni delle ultime settimane, non ce ne sono.
:: Mar 25.05.04 [continua]


Trentasette giorni decisivi Per Brahimi e Casa Bianca

di Gianni Riotta
Corriere della Sera, 25 maggio 2004

Lo scandalo nel carcere di Abu Ghraib e lo scacco militare a Falluja e Najaf hanno privato il presidente americano George W. Bush di una solida strategia in Iraq. Con soli 37 giorni al passaggio di poteri al governo iracheno a Bagdad, e a cinque mesi dalle elezioni per la Casa Bianca, il consigliere repubblicano Karl Rove è in ansia e studia una controffensiva in due direzioni.
:: Mar 25.05.04 [continua]


La risoluzione premia la sinistra moderata

di Massimo Franco
Corriere della Sera, 25 maggio 2004

L'idea di una finta svolta comincia a essere più difficile da sostenere. Per quanto in fieri e circondato da incognite pesanti, il tentativo di Stati Uniti e Gran Bretagna per ottenere il via libera del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sull'Iraq sta marciando.
:: Mar 25.05.04 [continua]


Washington ha un prezzo da pagare

di Gian Enrico Rusconi
La Stampa, 25 maggio 2004

Ci siamo. Contrariamente al pessimismo delle ultime ore, nell'ambito Onu sembra che stia maturando una via d'uscita dalla grave crisi irachena. Naturalmente è lontana dall'ipotesi ideale (ma politicamente irrealista) della immediata devoluzione - tramite Onu - della piena sovranità all'Iraq, accompagnata dall'allontanamento di tutte le forze occupanti.
:: Mar 25.05.04 [continua]


Cambiare per restare

di Franco Venturini
Corriere della Sera, 25 maggio 2004

Ora che la tanto attesa «operazione Onu» è cominciata con la presentazione delle proposte anglo-americane, diventa ancor più necessario comprenderne l'obbiettivo politico e strategico: quello di riuscire, un giorno non lontano e senza apparire sconfitti, a ritirare dall'Iraq le forze militari straniere.
:: Mar 25.05.04 [continua]


Inutile illudersi, una politica estera seria...

...non può basarsi sulle buone intenzioni

di Piero Ostellino
Corriere della Sera, 25 maggio 2004

Se la Francia non fosse stata legata all'Iraq di Saddam Hussein da corposi interessi economici e non avesse, quindi, minacciato il veto alle Nazioni unite, la guerra americana avrebbe avuto la benedizione dell'Onu e nessuno oggi parlerebbe di guerra «ingiusta».
:: Mar 25.05.04 [continua]


Non sono più terroristi ma resistenti

di Marco Guidi
Il Messaggero, 25 maggio 2004

Da noi sono terroristi (basterà ricordare le polemiche quando Lilli Gruber li chiamò resistenza) ma in Gran Bretagna li hanno chiamati ribelli. Negli Stati Uniti fino a ieri erano al massimo guerriglieri ma ieri, anticipando i temi che il presidente George W. Bush avrebbe toccato nel suo discorso sull'Iraq, il portavoce della Casa Bianca, Scott McClellan, ha parlato esplicitamente di resistenza irachena.
:: Mar 25.05.04 [continua]


Il prezzo delle macerie di Rafah

L'errore di Sharon
di Ernesto Galli della Loggia
Corriere della Sera, 25 maggio 2004

Può darsi che il massiccio abbattimento di abitazioni effettuato dall'esercito israeliano a Rafah, a sud di Gaza, serva realmente a interrompere (ma per quanto tempo?) il flusso di armi ed esplosivi che dall'Egitto arrivano ai gruppi terroristici palestinesi.
:: Mar 25.05.04 [continua]


La voglia matta di votare Emma

Il Riformista, 25 maggio 2004
Perché non votare per Emma? Già, perché? Se si guarda ai contenuti, è difficile negare che sull'Iraq, sull'idea di un Occidente che non chiude gli occhi di fronte alla violazione dei diritti umani di chi occidentale non è, sulla democratizzazione dell'Islam, sulla ricerca scientifica, sull'accrescimento di tutti gli spazi di libertà dell'individuo, sia esso cittadino di fronte alla legge o consumatore di fronte al mercato, i radicali sostengano posizioni squisitamente riformiste.
:: Mar 25.05.04 [continua]


La lezione dimenticata di Sandro Pertini

di Roberto Martinelli
Il Messaggero, 25 maggio 2004

A farne le spese saranno le persone oneste e gli innocenti. A delinquenti e disonesti poco importa che la giustizia si fermi per uno o più giorni e che rallenti ancora il suo lentissimo e insopportabile cammino. Quanto ai ricchi e ai potenti, uno sciopero dei magistrati non fa né caldo né freddo, perché essi hanno la possibilità e i mezzi per affrontare le onerose spese dei giudizi arbitrali.
:: Mar 25.05.04 [continua]


Riforma Moratti: se diciott'anni vi sembran pochi

di Alberto Papuzzi
La Stampa, 25 maggio 2004

Tutti gli italiani studieranno fino ai diciotto anni di età? E, se così fosse, si dovrà parlare non solo di una riforma, bensì di una rivoluzione? Con una mossa un po' a sorpresa, alla fine della scorsa settimana, il ministro dell'Istruzione, Letizia Moratti, ha fatto approvare dal Consiglio dei ministri due decreti che hanno lo scopo di estendere gradualmente il dovere dello studio, fino appunto alla maggiore età o a una qualificazione professionale che duri un triennio.
:: Mar 25.05.04 [continua]


Sapete, è capitato anche a noi

Le storie di Mira e Hilda
di Elena Loewenthal
La Stampa, 25 maggio 2004

Storie di ordinario sopruso. Tristi e strazianti, eppure già viste mille volte. Per una ragazza marocchina di Torino il tragitto da casa al lavoro diventa, negli ultimi tempi, un incubo quotidiano e puntuale: «sei una puttana, una vergogna per tutti noi: una donna islamica non deve andare in giro in quel modo», sbraitano le voci intorno a lei.
:: Mar 25.05.04 [continua]


|Lunedì 24 Maggio 2004|

Il pendolo degli errori

Giustizia

di Angelo Benessia
La Stampa, 24 maggio 2004

Molti giudici domani si asterranno dalle udienze contro voglia. Scioperare non è nella loro indole e le critiche, anche pacate, che fanno leva sulla natura pubblica della funzione affidata alla magistratura, li toccano da vicino. Ma se è così, perché aderire allo sciopero?
:: Lun 24.05.04 [continua]


Conflitto senza vincitori

di Vittorio Grevi
Corriere della Sera, 24 maggio 2004

Sulla circostanza che lo sciopero dei magistrati costituisca uno strumento estremo, in linea di principio da evitare, ci siamo già soffermati su queste colonne. Come pure sulle ragioni poste a base dell'astensione di tre giorni (domani il primo) proclamata dall'Associazione nazionale magistrati, in nome dell'esigenza di tutelare i principi costituzionali dettati a garanzia dell'autonomia e dell'indipendenza dell'ordine giudiziario.
:: Lun 24.05.04 [continua]


Quel sistema al collasso che fa udienze anche al bar

Nel "Libro Bianco" dell'Anm il catalogo delle inefficienze della macchina giudiziaria
di Giovanna Casadio
La Repubblica, 24 maggio 2004

Quando i giudici di Sassari si sono muniti di altoparlanti per chiamare le parti e i testimoni, data la ormai cronica assenza degli ufficiali giudiziari a cui spetta questo compito, i colleghi di Milano li hanno invidiati: di ufficiali giudiziari anche da loro neppure l'ombra dal 2001, però non dispongono neppure di altoparlanti.
:: Lun 24.05.04 [continua]


«Attaccato da tutti: dalla destra, dalla sinistra, dal centro»

La sorella di Giovanni Falcone. Le idee di Giovanni restano scritte nei suoi interventi: era indipendente dalla politica e amico soltanto della giustizia
di E. Mi.
Corriere della Sera, 24 maggio 2004

«Se vogliamo fare un'analisi spassionata della vita di mio fratello dobbiamo dire che Giovanni è stato attaccato da tutti: dalla destra, dalla sinistra, dal centro. A seconda dei periodi e dei momenti lo hanno criticato o lo hanno corteggiato. Hanno detto che Giovanni era di qui, o di lì o di là. Ma lui ha fatto invece sempre il suo lavoro e siccome era indipendente dalla politica ha dovuto subire l'attacco di questo o di quello».
:: Lun 24.05.04 [continua]


Il pensiero di quel pool

di Giorgio Bocca
La Repubblica, 24 maggio 2004

Marcello Pera, presidente del Senato e seconda autorità dello Stato parla in lingua professorale e oscura, di cui però si capisce subito che è sempre schierato toto corde con il capo del governo e autore della sua fortuna politica.
:: Lun 24.05.04 [continua]


I ragazzi: «Un eroe inutile, come Borsellino»

di Felice Cavallaro
Corriere della Sera, 24 maggio 2004

Le domande vivaci, spontanee, ben costruite che gli studenti arrivati da tante città italiane e da alcuni quartieri di Palermo hanno posto ieri nell'aula bunker dell'Ucciardone anche a Romano Prodi e Giuliano Amato fanno pensare a una gioventù attenta, capace di distinguere il bene dal male, di stare dalla parte dei giusti.
:: Lun 24.05.04 [continua]


Il riformismo non può essere solo un listone

L'Ulivo domani
di Paolo Franchi
Corriere della Sera, 24 maggio 2004

I sondaggi, da qualche tempo, attribuiscono alla Lista Prodi, per le prossime europee, il 33% o giù di lì. E questa stima non è cambiata, né in positivo né in negativo, per la mozione favorevole al rientro del nostro contingente militare in Iraq. Può darsi, quindi, che quel voto abbia rappresentato un cedimento alle pressioni del massimalismo e una pietra tombale per il riformismo italiano.
:: Lun 24.05.04 [continua]


E alla Farnesina, ecco a voi Fausto Bertinotti

Il Riformista, 24 maggio 2004
Fausto Bertinotti ha ragione. Se l'area politica che sta a sinistra della lista unitaria, su cui comanda per intelligenza politica, dimostrerà di rappresentare il 15% dell'elettorato, non ci sono limiti alle sue ambizioni. La Farnesina a Rifondazione comunista? E perché no?
:: Lun 24.05.04 [continua]


Occidente e Islam, il dialogo possibile

di Luigi La Spina
La Stampa, 24 maggio 2004

La convinzione è così diffusa che sembra diventata un assioma: poiché l'Islam non opera una netta distinzione tra fede e politica, nei paesi musulmani non arriverà mai la democrazia. Come tutte le opinioni che sfiorano il luogo comune, la tesi viene ripetuta quasi meccanicamente, senza provare mai a verificare l'effettiva fondatezza del sillogismo sul quale si basa.
:: Lun 24.05.04 [continua]


Sonia Gandhi, il gran rifiuto che nasce dalla saggezza

Perché la vincitrice delle elezioni indiane s'è fatta da parte
di Boris Biancheri
La Stampa, 24 maggio 2004

Martellata dalle notizie che vengono dall'Iraq e che parlano di torture, ostaggi e decapitazioni, l'opinione pubblica italiana ha finito col prestare agli eventi davvero straordinari accaduti nei giorni scorsi in India meno attenzione di quanta ne meritassero: l'inattesa sconfitta del partito nazionalista indiano, la vittoria di Sonia Gandhi alla testa del partito del Congresso e poi la sua improvvisa rinuncia a prendere la guida del secondo e più popoloso Paese del mondo.
:: Lun 24.05.04 [continua]


|Domenica 23 Maggio 2004|

Politica estera da restaurare

Zuffa

I rischi della frattura in Parlamento su Nassiriya
di Stefano Folli
Corriere della Sera, 23 maggio 2004

La frattura che si è consumata in Parlamento sulla politica estera è una delle più serie della storia repubblicana. Non meno seria di quella che si produsse alla fine degli anni Settanta sul dislocamento degli euromissili: con la differenza che allora un pezzo della sinistra (il partito socialista) condivise la linea atlantica e isolò un Pci in crisi.
:: Dom 23.05.04 [continua]


Il movimento in sonno che pesa sulla politica

di Ilvo Diamanti
La Repubblica, 23 maggio 2004

L'opinione pubblica, i movimenti: hanno giocato un ruolo importante, sulle scelte dei governi e dei partiti, prima, durante, dopo la guerra in Iraq. E continuano a giocarlo, in questa fase. Mentre i tempi dell'intervento si allungano. Segnati da avvenimenti sempre più feroci.
:: Dom 23.05.04 [continua]


La guerra di Orlando

di Angelo Panebianco
Corriere della Sera, 23 maggio 2004

Su Europa, organo della Margherita, Federico Orlando ha contestato vivacemente la tesi da me sostenuta (sul Corriere del 20 maggio) secondo cui, votando insieme a Bertinotti per il ritiro immediato delle truppe italiane dall'Iraq, la Lista Prodi si è piegata al ricatto massimalista e ha compromesso la sua immagine di forza riformista.
:: Dom 23.05.04 [continua]


No ai richiami delle sirene massimaliste

di Giovanni Sabbatucci
Il Messaggero, 23 maggio 2004

È più importante per la sinistra italiana, in vista delle prossime e delle successive scadenze elettorali, mostrarsi unita in tutte le sue componenti fino alle propaggini estreme (come è accaduto giovedì alla Camera per il voto sulla missione italiana in Iraq) e secondare gli umori profondi della sua base? O conta più dare di sé quell'immagine rassicurante di forza responsabile di governo che sola può convincere l'elettorato incerto e sola può dare un senso compiuto all'operazione triciclo, ossia alla visibile separazione fra sinistra riformista e sinistra radicale?
:: Dom 23.05.04 [continua]


Realizziamo solo metà dei nostri sogni

Eviteremo di sprofondare nell'orrore
di Amos Oz (scrittore israeliano)
Corriere della Sera, 23 maggio 2004

Quello che va consumandosi in questi giorni nella Striscia di Gaza non è un massacro e neppure l'orrore della pulizia etnica. Piuttosto, è l'ennesima orgia di odio e stupidità, la nuova assurda manifestazione convulsa di un conflitto ormai esausto.
:: Dom 23.05.04 [continua]


Scatto d'orgoglio contro il declino

All'Italia serve una scossa morale
di Ferruccio de Bortoli
La Stampa, 23 maggio 2004

Difficile misurare la temperatura economica e sociale in un Paese nel quale ognuno interpreta i dati e adatta le analisi. Tante cifre, poche verità. Ma nei prossimi giorni vi saranno due appuntamenti importanti. Giovedì conosceremo le idee della nuova presidenza della Confindustria. Il lunedì successivo ascolteremo le Considerazioni finali più attese di un governatore della Banca d'Italia.
:: Dom 23.05.04 [continua]


Il ribelle e il presidente: è l'America

Michael Moore premiato a Cannes
di Gianni Riotta
Corriere della Sera, 23 maggio 2004

Ai seminari di politica internazionale si scherzava sempre: «Quali sono i due luoghi più esplosivi al mondo? La frontiera nucleare India-Pakistan e la panchina dell'Inter». Beh, la panchina dell'Inter conferma la sua instabilità, ma da almeno un anno è l'Atlantico, frontiera Usa-Europa, il luogo di frizione più inquietante.
:: Dom 23.05.04 [continua]


|Sabato 22 Maggio 2004|

Torna il nodo della leadership

La resa dei riformisti by Roberto Perini (Il Riformista)

di Antonio Polito
Il Riformista, 22 maggio 2004

Che il voto sull'Iraq abbia arrecato un danno alla credibilità riformista e moderata della lista Prodi, è opinione pressoché unanime sulla stampa non di parte, che in qualche caso parla di disfatta. Ma ciò che bisogna chiedersi oggi è quanto grave sia quel danno, e se e come possa essere riparato.
:: Sab 22.05.04 [continua]


E ora Prodi si scopre più debole

di Michele Salvati
Corriere della Sera, 22 maggio 2004

Non è sul merito della questione Iraq che vorrei discutere né se sia opportuno lasciare le nostre truppe o ritirarle: in una situazione di così grande incertezza mi limito a riconoscere la mia invidia per coloro che sono in grado di difendere una posizione netta con il piglio del «Dio lo vuole».
:: Sab 22.05.04 [continua]


L'opposizione di governo fa un autogol

di Paolo Pombeni
Il Messaggero, 22 maggio 2004

Bastava guardare la faccia di Berlusconi durante il dibattito parlamentare per capire quanta soddisfazione stesse dandogli un'opposizione che aveva spiazzato. Perché l'altro ieri il centro-sinistra, quello "di governo" intendiamo, cioè la reale opposizione alternativa all'attuale maggioranza ha segnato un formidabile autogol.
:: Sab 22.05.04 [continua]


L'autista di Bush e la svolta per il Piazzale della Pace

di Piero Ostellino
Corriere della Sera, 22 maggio 2004

No, la svolta non c'è stata. È inutile che lui, l'autista di Bush, ce la racconti. Noi sul Triciclo lo andavamo dicendo da più di un anno.
:: Sab 22.05.04 [continua]


Un commissario per l'economia

L'iniziativa di Londra, Parigi e Berlino
di Francesco Giavazzi
Corriere della Sera, 22 maggio 2004

Non è un caso che a firmare l'articolo pubblicato ieri sul Financial Times dai ministri dell'Economia di Gran Bretagna, Germania e Francia alla vigilia del G7 di New York non sia stato invitato Giulio Tremonti.
:: Sab 22.05.04 [continua]


Nuovo decreto Moratti, tutti a scuola fino a 18 anni

Da settembre il primo innalzamento dell'obbligo dal biennio iniziale delle superiori
di Giancarlo Mola
La Repubblica, 22 maggio 2004

A scuola fino alla maggiore età. Con la possibilità di alternare - a partire dai 15 anni - la frequenza delle lezioni in classe con periodi di lavoro nelle aziende private. Così prende corpo la seconda parte della riforma voluta da Letizia Moratti.
:: Sab 22.05.04 [continua]


La prova dell'aula

di Gaspare Barbiellini Amidei
Corriere della Sera, 22 maggio 2004

Forse la società italiana può permettersi il lusso di registrare con fredda attenzione due notizie e di rimandare di 24 ore il tempo dell'accaldata contesa su di esse. Il governo ha approvato due decreti sulla scuola, dando attuazione a una parte della riforma.
:: Sab 22.05.04 [continua]


Una diga di 834 metri nella baia di Taormina

Il progetto della nuova darsena. «Mostro di cemento? Copriamolo con ceramiche sicule»
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 22 maggio 2004

Orrore: una diga immensa nel mare blu proprio sotto il teatro greco di Taormina? «Tranquilli: basterà coprirla di ceramiche sicule con pittoresche scene di vita della nostra bellissima Trinacria!».
:: Sab 22.05.04 [continua]


Abiti da uomo e cuore di donna, torna il mito George Sand

La Francia festeggia i duecento anni della sua artista «scandalosa», che scrisse sessanta romanzi ed ebbe venti amanti «ufficiali»
di Ulderico Munzi
Corriere della Sera, 22 maggio 2004

«Il bacio è una forma di dialogo». Non si sa a quale dei suoi amanti George Sand abbia rivolto queste parole, di certo furono pronunciate e scritte nella prima metà dell'800.
:: Sab 22.05.04 [continua]


|Venerdì 21 Maggio 2004|

La disfatta riformista

di Angelo Panebianco
Corriere della Sera, 21 maggio 2004

Resa

Devono essere stati molti ieri i parlamentari della lista Prodi che votando sulla permanenza delle truppe in Iraq hanno compreso che con quel voto essi stavano affossando quel progetto di «partito riformista», dotato di un'identità forte, capace di resistere alle sirene del massimalismo, che era negli auspici di coloro che, alcuni mesi or sono, avevano creato quella lista.
:: Ven 21.05.04 [continua]


"Iraq: la svolta c'è, restiamo"

di Barbara Jerkov
La Repubblica, 21 maggio 2004

L'Italia sostiene il ruolo svolto dall'Onu in Iraq «senza riserve». Per questo i nostri militari resteranno lì fino a quando l'Iraq «non sarà in grado di autogovernarsi in un quadro di sicurezza e di libertà».
:: Ven 21.05.04 [continua]


La svolta rettilinea del Cavaliere

di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 21 maggio 2004

«Gargarismi antimilitaristi». Un anno dopo aver liquidato così le perplessità, i dubbi, le accuse di chi era contrario alla guerra, Silvio Berlusconi è tornato a parlare di Iraq alla Camera e al Senato adottando quella che il ministro Rocco Buttiglione chiama la strategia del suo cane Teo: mai tener la coda fra le gambe.
:: Ven 21.05.04 [continua]


Così l'Iraq finisce nelle urne

di Carlo Fusi
Il Messaggero, 21 maggio 2004

Precipitatosi da Washington direttamente nei palazzi della politica italiana, Silvio Berlusconi ha messo insieme il piano internazionale e quello interno consegnando al Parlamento due messaggi: primo, la tanto reclamata svolta da parte dell'Ulivo è in atto visto che la exit strategy dall'Iraq è imperniata sul piano messo a punto dall'inviato dell'Onu Lakdhar Brahimi che l'Italia ha fatto proprio da tempo e che adesso è pienamente accettato anche dalla Casa Bianca; secondo, il centro-sinistra che ora chiede il ritiro del contingente tricolore è irresponsabile e si è schiacciato sulla posizione di pacifismo più estremo, quella di Rifondazione Comunista.
:: Ven 21.05.04 [continua]


Cambio di stagione

di Marcello Sorgi
La Stampa, 21 maggio 2004

Atteso da settimane in Parlamento, Berlusconi s'è presentato alla Camera, di ritorno dal viaggio americano e dai colloqui con Bush e Kofi Annan, con due annunci interessanti: la previsione di un nuovo governo, presieduto da un'importante personalità locale, che potrebbe insediarsi a Baghdad entro due settimane, e la possibilità di un accordo al G8, entro il 10 giugno, per aprire la strada a una nuova risoluzione, e a un effettivo maggiore coinvolgimento dell'Onu in Iraq.
:: Ven 21.05.04 [continua]


Un dibattito inutile, casi di coscienza a parte

Il Riformista, 21 maggio 2004
Il colpo del ko, Berlusconi non l'ha assestato. Il calendario che ha presentato per una fuoriuscita soft dal pantano iracheno è né più né meno quello che tutti conoscevamo, ma del quale non conosciamo ancora gli esiti.
:: Ven 21.05.04 [continua]


La strada in salita delle Nazioni Unite

di Lucio Caracciolo
La Repubblica, 21 maggio 2004

«Tu diventerai il fiero proprietario di 25 milioni di persone, di tutte le loro speranze, aspirazioni e problemi». Così Powell catechizzava Bush nel loro primo vero faccia a faccia sull'Iraq, il 5 agosto 2002.
:: Ven 21.05.04 [continua]


Ci vuole poco per creare la soldatessa torturatrice

di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 21 maggio 2004

È stato detto che in ciascun essere umano abita un aguzzino. Possiamo crederci? Lo dice anche Bettelheim quando vuole spiegare la crudeltà delle fiabe: esse aiuterebbero a esorcizzare il «piccolo mostro» che c'è in ogni bambino.
:: Ven 21.05.04 [continua]


Ma i sussidi non bastano

di Massimo Gaggi
Corriere della Sera, 21 maggio 2004

Nell'America dello spietato mercantilismo il settore che vive la crisi più grave è quello che negli ultimi anni è stato maggiormente sostenuto con i soldi del contribuente: il trasporto aereo.
:: Ven 21.05.04 [continua]


Il riscatto incompiuto di Napoli

La politica e i rifiuti
di Aldo Cazzullo
Corriere della Sera, 21 maggio 2004

«La monnezza è il male antico di Napoli: gli altri, la disoccupazione, le malattie, l'economia con l'acqua alla gola, sono tutti figli suoi», scriveva Il Mattino nella calda estate del 1979.
:: Ven 21.05.04 [continua]


Malawi, vota il paese che muore di Aids

di Domenico Quirico
La Stampa, 21 maggio 2004

Ci sono tragedie così assolute che di fronte a loro le parole si afflosciano e le istituzioni umane, anche se piene di saggezza e dignità, non riescono più a scalfire i fatti. Ieri, ad esempio, sei milioni di cittadini del Malawi, piccolo stato che i contorsionismi coloniali hanno incuneato tra i colossi dell'africa australe, sono andati a votare.
:: Ven 21.05.04 [continua]


La medicina delle emozioni

di Massimo Gramellini
La Stampa, 21 maggio 2004

Nell'assolvere l'imputato Piero Angela dall'accusa di aver diffamato l'omeopatia, il tribunale di Catania ha di fatto condannato quest'ultima, considerandola priva di valore scientifico e definendola «medicina delle emozioni».
:: Ven 21.05.04 [continua]


|Giovedì 20 Maggio 2004|

"Iraq, governo in 2 settimane"

Berlusconi e G.W. Bush

Bush: entro il 30 giugno piena sovranità al popolo. Tra due settimane i nomi dei leader. Gli Stati Uniti lavorano anche alla risoluzione Onu per le elezioni del prossimo anno
di Arturo Zampaglione
La Repubblica, 20 maggio 2004

Di fronte ai suoi ministri schierati alla Casa Bianca, poi nell'incontro-dei-sorrisi con Silvio Berlusconi, George W. Bush annuncia che tra due settimane sarà varata la lista del nuovo governo provvisorio dell'Iraq.
:: Gio 20.05.04 [continua]


La scommessa obbligata dell'Onu

di Maurizio Molinari
La Stampa, 20 maggio 2004

La stretta di mano nello Studio Ovale fra George W. Bush e Silvio Berlusconi accomuna due alleati uniti dalla volontà, e dalla necessità, di affidare alle Nazioni Unite la transizione dell'Iraq verso le prime elezioni del dopo-Saddam Hussein nel gennaio 2005.
:: Gio 20.05.04 [continua]


Mubarak: se la coalizione si ritira sarà il caos

Il presidente egiziano: l'Iraq diventerebbe una base del terrorismo. La questione al centro del vertice della Lega
di Cecilia Zecchinelli
Corriere della Sera, 20 maggio 2004

E' il primo leader arabo a dirlo così chiaramente, senza mezze misure: «Se le truppe americane di occupazione si ritirassero il 30 giugno da un Iraq senza esercito, senza polizia e senza ministeri, si creerebbe una situazione di anarchia terribile, il Paese si trasformerebbe in uno spaventoso centro di azioni terroristiche».
:: Gio 20.05.04 [continua]


"L'Italia è una pedina preziosa"

Intervista al Generale Anthony Zinni
di Ennio Caretto
Corriere della Sera, 20 maggio 2004

«Onu, sicurezza, impieghi». Questa è la formula che il generale Anthony Zinni propone per fermare «il conto alla rovescia verso il caos» in Iraq.
:: Gio 20.05.04 [continua]


Kamikaze, eroi e traditori nelle tv arabe

Media e ideologia
di Magdi Allam
Corriere della Sera, 20 maggio 2004

«Massacri. Distruzioni. Assassinii. Brutali bombardamenti. Attacchi indiscriminati. Punizioni collettive. Azioni vendicative». «Martiri. Martirizzati. Vittime. Resistenti. Combattenti. Civili inermi. Donne e bambini innocenti». Queste le parole chiave ricorrenti nei servizi di Al Jazira e di Al Arabiya, trasmessi ieri alle 17 e alle 18, sui combattimenti tra gli americani e le milizie sciite di Moqtada Al Sadr a Kerbala e sul bombardamento israeliano a Rafah a sud di Gaza.
:: Gio 20.05.04 [continua]


Ma l'Iraq nasconde tanti altri problemi

di Emma Bonino
Il Messaggero, 20 maggio 2004

Signor Presidente del Consiglio, Signor Presidente della Commissione Europea, e - se è consentito - caro Silvio e caro Romano,
vi scrivo in ore certo drammatiche per gli eventi in corso nel teatro iracheno, ma anche in un momento in cui, qui in Italia, ogni tentativo di ragionamento viene irrimediabilmente coperto dal rumore di fondo di risse, polemiche, battibecchi che mi sembrano francamente inadeguati, oltre che un tantino mortificanti.
:: Gio 20.05.04 [continua]


Il kamasutra parlamentare

Il Riformista, 20 maggio 2004
Si potrebbe dire della mozione per il ritiro delle nostre truppe dall'Iraq ciò che un vecchio misogino inglese diceva dell'atto sessuale: il piacere è breve, la fatica è tanta, e la posizione è ridicola.
:: Gio 20.05.04 [continua]


Così l'Ulivo lasciò la svolta al Cavaliere

La scelta del ritiro
di Paolo Franchi
Corriere della Sera, 20 maggio 2004

Dunque, è (quasi) fatta. Il centrosinistra, dopo aver ascoltato Berlusconi di ritorno dagli Usa, presenterà una mozione comune per il ritiro del contingente militare in Iraq.
:: Gio 20.05.04 [continua]


Il metodo Sonia è un Ciampi al governo

Il Riformista, 20 maggio 2004
Il nuovo primo ministro indiano, incaricato di formare il governo, è Manmohan Singh, 71 anni, sikh, laureato a Oxford, economista rispettato in patria e all'estero, ex governatore della banca centrale. Insomma, un Ciampi indiano.
:: Gio 20.05.04 [continua]


La strage di Rafah inceppa un'altra exit strategy

Missili. Duro (auto) colpo al piano di Sharon per lasciare Gaza. Blair lo condanna
Il Riformista, 20 maggio 2004

Doveva essere una giornata straordinaria, se non per gli abitanti di Gaza almeno per il milione di arabi israeliani: martedì sera il Bnei Sachnin aveva travolto il Maccabi Haifa per 4-1; per la prima volta nella storia una squadra araba di calcio vinceva la Coppa d'Israele. In Galilea era festa grande, i tifosi parevano impazziti e un dirigente della squadra sfogava la sua emozione: «Per la prima volta siamo fieri di essere israeliani».
:: Gio 20.05.04 [continua]


Ritratto di un Paese al minimo

di Giulio Anselmi
La Repubblica, 20 maggio 2004

A metà giugno sapremo se il malessere sociale sintetizzato nella metafora del "motore al minimo", appena sfornata dall'Istat, troverà uno sbocco politico. O se il disincanto che segna questa stagione si esprimerà in livelli di astensionismo superiori a quelli, già alti, delle ultime elezioni. Ma certo europee ed amministrative si giocano sul filo di un disagio collettivo, di un'inquietudine che chiede serie ricette di politica economica e non slogan di propaganda elettorale.
:: Gio 20.05.04 [continua]


L'Italia cresce (vede nero solo chi teme le novità)

di Michele Tiraboschi
Il Sole 24 Ore, 20 maggio 2004

Un Paese che viaggia con il motore al minimo, molto al di sotto delle proprie potenzialità. È con questa immagine in chiaroscuro che i media hanno sintetizzato, nella quasi totalità dei casi, il denso rapporto dell'Istat sulla situazione dell'Italia nel 2003. Il quadro non è dei più rassicuranti, insomma, ma non mancano neppure segnali confortanti e di ripresa.
:: Gio 20.05.04 [continua]


Mais Ogm, l'Ue riapre alle importazioni

Via libera a un nuovo prodotto transgenico. Alemanno: giudicherà il mercato. Insorgono gli ambientalisti
di Giuseppe Sarcina
Corriere della Sera, 20 maggio 2004

Il commissario alla Salute e alla Protezione dei consumatori, l'irlandese David Byrne, assicura: «E' scientificamente dimostrato che il mais transgenico è sicuro esattamente come quello convenzionale». Dall'altra parte, Verdi e organizzazioni ambientalistiche (Legambiente, Greenpeace) sostengono che «non vi è alcuna garanzia di sicurezza sugli alimenti geneticamente modificati». Così, tra polemiche politico-scientifiche, l'esecutivo di Bruxelles ieri ha dato il via libera definitivo all’importazione, la trasformazione e la vendita di una qualità di mais dolce in scatola, il «Bt11», confezionato dalla multinazionale svizzera Syngenta (ex Novartis).
:: Gio 20.05.04 [continua]


«Dannosi? Nessuna prova» - «I test sono ancora imprecisi»

Ogm - Due opinioni a confronto
1. «Dannosi? Nessuna prova. Quel sì è un'ottima notizia»
"Troppa paura del nuovo, io non avrei alcun timore a utilizzarli"
Intervista a Silvio Garattini, Direttore dell'Istituto «Mario Negri» di Milano
di Gabriela Jacomella
Corriere della Sera, 20 maggio 2004

«L'approvazione da parte della Ue del mais transgenico è un'ottima notizia: anche perché, diciamolo, dopo tanti anni di esperienza aveva poco senso bloccare qualcosa che fino ad oggi non ha dimostrato effetti tossici o inconvenienti».
:: Gio 20.05.04 [continua]


|Mercoledì 19 Maggio 2004|

Allarme Istat: l'Italia al minimo

Grafico

Il Rapporto 2004 fotografa un Paese in fase critica, si investe poco in ricerca e innovazione. Produttività in calo, meno export, sale la spesa pubblica
di Luisa Grion
La Repubblica, 19 maggio 2004

Meno di così non si può: l'Italia è al minimo. Non cresce, tira a campare e perde punti rispetto all'Europa. Esporta di meno, ha salari e produttività in calo, ma non fa nulla per uscire dal tunnel.
:: Mer 19.05.04 [continua]


I sacrifici necessari

di Dominick Salvatore
Il Sole 24 Ore, 19 maggio 2004

Anche se un po' migliori di quanto attesi, i recenti dati sulla crescita italiana di quest'anno sono scoraggianti. L'Italia continua a crescere più lentamente della pure anemica crescita europea. Non si tratta di una crisi congiunturale, bensì di un problema strutturale che perdura da più di una decade e che va peggiorando rispetto alla situazione europea e mondiale.
:: Mer 19.05.04 [continua]


Meno incentivi meno tasse

Aziende, una riforma fiscale a costo zero
di Francesco Giavazzi
Corriere della Sera, 19 maggio 2004

Delle molte inefficienze prodotte in Italia da un bilancio pubblico che assorbe metà del reddito nazionale (nel 2003 la spesa pubblica ha raggiunto i 635 miliardi di euro, a fronte di un reddito di 1.300) una delle più straordinarie sono gli aiuti alle imprese, denari che lo Stato eroga sotto varia forma, dai contributi agli interessi sui prestiti bancari a quelli per la ricerca.
:: Mer 19.05.04 [continua]


La frenata politica

di Federico Geremicca
La Stampa, 19 maggio 2004

Tirata fuori un po' a sorpresa a Cernobbio in vista delle ormai vicine elezioni europee, illustrata con lavagne e tabelle di fronte al pubblico di «Porta a porta», accolta con scetticismo dalle opposizioni e in fondo subita dalla stessa maggioranza di governo, la riduzione delle tasse annunciata da Silvio Berlusconi torna in un cassetto.
:: Mer 19.05.04 [continua]


L'America imparerà dagli errori

di Colin L. Powell (Segretario di Stato Usa)
Corriere della Sera/El Mundo, 19 maggio 2004

Parlare dell'Iraq, adesso, significa dover discutere prima di ciò che è accaduto nella prigione di Abu Ghraib. Quanto abbiamo visto in quelle immagini mi ha scioccato. Ha scioccato tutti gli americani. Siamo rimasti increduli per giorni, dopo aver constatato quello che avevano fatto i nostri ragazzi e le nostre ragazze.
:: Mer 19.05.04 [continua]


Il generale disarmato

di Bernardo Valli
La Repubblica, 19 maggio 2004

È evidente che, oltre alle doti militari, il generale Gian Marco Chiarini possiede alcune rarissime virtù. Ha anzitutto la pazienza di destreggiarsi in ogni ora, in ogni minuto delle lunghe notti e giornate irachene tra due doveri non sempre compatibili, anzi spesso contraddittori: rispettare i limiti della missione affidatagli e proteggere la pelle dei suoi soldati.
:: Mer 19.05.04 [continua]


Tra zapateri e destra superficiale

di Paolo Pombeni
Il Messaggero, 19 maggio 2004

Non sembra importi molto, ma sulla vicenda della nostra presenza in Iraq si sta giocando una partita che avrà ripercussioni di lungo periodo sulla posizione italiana nella politica internazionale.
:: Mer 19.05.04 [continua]


Le Americhe sono due, gli europei non lo vedono

di Gianni Riotta
Corriere della Sera, 19 maggio 2004

Rosalia Salerno, impiegata al comune di Boston, si commuove celebrando le nozze di Joe Rogers e Tom Weikle: «Convivete da anni, ma vi mancava il pubblico sigillo matrimoniale che io oggi appongo». Il Massachusetts è il primo Stato americano ad approvare nozze di cittadini omosessuali infrangendo, come tante volte nella sua storia plurisecolare, preconcetti diffusi.
:: Mer 19.05.04 [continua]


Sonia Gandhi: «Non sarò premier, per umiltà»

La vincitrice delle elezioni indiane getta la spugna dopo le violente proteste dei nazionalisti indù che contestano le sue origini italiane. L'annuncio getta nel panico il Partito del Congresso. Ma la figlia Priyanka: «Potrebbe ripensarci»
di Paolino Accolla
Corriere della Sera, 19 maggio 2004

«Devo umilmente rinunciare. Non ho mai voluto diventare primo ministro, non è mai stato nelle mie intenzioni». Sonia Gan