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11/08/2005: "Le non-notizie dell'Unione *"
Autorevoli osservatori l'avevano appena detto: "Non è certo alla luce del meno 2,5% della produzione industriale nel primo semestre del 2005 reso noto dall'Istat che Standard & Poor's ha ieri deciso di portare l'outlook del nostro Paese da «stabile» a «negativo»". "Per chi valuta il grado di affidabilità dei nostri conti pubblici e del nostro Paese conta soprattutto il modo con cui questo reagisce allo stillicidio di notizie negative. (...) Le motivazioni offerte da Standard & Poor's per la revisione dell'outlook sul nostro Paese fanno esplicitamente riferimento alla classe politica e alle divisioni interne ai due schieramenti. Si mette in dubbio la volontà non solo dell'attuale maggioranza, ma anche dell'opposizione, di fare quelle riforme che servirebbero davvero a contenere il disavanzo e a rilanciare l'economia del nostro Paese" (Tito Boeri su La Stampa del 9 agosto).
Manco avesse sentito, e volesse perciò subito confermare le peggiori impressioni, quel capolavoro di prontezza e lungimiranza che è il curato dell'Unione contrito sermonava: "Non ho nessuna intenzione di presentare il programma definitivo adesso: sarebbe sciocco e suicida" (sicut non esset). "Tutti sanno che i programmi si presentano al momento giusto, (...) arriveremo al programma quando sarà ora" (in hora mortis). "Intanto, le priorità su cui stiamo lavorando sono chiare: la riduzione del costo del lavoro, la diminuzione del cuneo fiscale, la politica giovanile" (alla faccia della chiarezza!).
Diciamocelo, non occorre essere quelli di Standard & Poor's per sospettare un centrosinistra, in quanto a volontà riformatrice, almeno all'altezza del decotto centrodestra berlusconiano: da rating sottozero, insomma!
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"La cattiva notizia è che ti ho licenziato, quella buona è che ora ti posso scopare".
(Samantha di Sex and the city)


