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21/09/2004: "Al Jazeera e le seccature della connivenza *"

Se a questi casi si aggiunge quello del filmato con l'esecuzione di Fabrizio Quattrocchi, che Al Jazeera si è fin qui rifiutata di consegnare alle nostre autorità governative e alla stessa magistratura italiana, che ne ha formalizzato regolare richiesta di acquisizione a mezzo di rogatoria internazionale; come pure il caso denunciato da Saidan Saadun, ex ostaggio saudita dei terroristi iracheni, di un'attiva connivenza di Al Jazeera con i rapitori per le riprese video della sua detenzione, allora le coincidenze sembrano davvero troppe per non sospettare un coinvolgimento consapevole e diretto della tv araba nelle vicende di cui dice di voler solo dare puntuale informazione.
Come precisato in altre occasioni, non ci si riferisce qui alla legittimità di sostenere convinzioni e opinioni politiche proprie; quel che si vuole invece stigmatizzare sono i rapporti di complicità e di connivenza con le bande criminali, il sistema di accreditamenti reciproci tra informazione e terrorismo, del quale gli "infortuni" in cui Al Jazeera talvolta incorre (come oggi le sfilacciature nelle modalità e nei tempi di comunicazione o di consegna dei "materiali documentari"), costituiscono solo una pacchiana e inaspettata certificazione.
Dall'invasione anglo-americana dell'Iraq, la tv qatariota è stata fatta spesso oggetto di sospetti, critiche e anche provvedimenti concreti di restrizione delle sue attività: da ultimo, la temporanea sospensione delle trasmissioni dall'Iraq decretata dal governo provvisorio di Allawi, con l'accusa di fiancheggiare il terrorismo e di fomentare la violenza e i sequestri di persona in territorio iracheno.
E' noto infatti quanto la tv di Doha si prodighi nella diffusione integrale di tutti i comunicati delle bande terroristiche di sequestratori e di assassini, e nell'acritica divulgazione - senza distinguo e prese di distanza - delle loro richieste e proclami.
Avemmo a suo tempo modo di porre alla tv qatariota alcune semplici domande su questo modo di fare informazione (prima immaginarie, poi direttamente, per mezzo di una email indirizzata alla sua redazione). Non abbiamo ancora ottenuto risposta, ma non rinunceremo a riproporle ogni volta che, come qui e ora, se ne presenterà l'occasione:
1. Perché Al Jazeera non si rifiuta di trasmettere i proclami dei terroristi?
2. Perché Al Jazeera non si dissocia pubblicamente dalle loro azioni criminali?
3. Perché Al Jazeera non denuncia all'autorità giudiziaria coloro che la riforniscono dei video dei sequestri e degli omicidi, e che per ciò solo sono meritevoli di comparire davanti alla legge?
4. Perché Al Jazeera non si mette a disposizione della magistratura per collaborare al riconoscimento dei tagliagole e dei sequestratori con cui la tv entra in contatto?
E' nostra convinzione che purtroppo quella tv abbia fatto la scelta sciagurata di prestare la propria voce all'internazionale del terrore, credendo che da tale sostegno potrà derivare qualche vantaggio per il futuro dei paesi e dei popoli di quella regione, e non invece solo morte e sventura per il mondo intero.
Vedi anche:
- Mostrate Al Jazeera senza censure - The Edmonton Sun
- L'Unità: "Contro Al Jazeera un vero e proprio caso di censura" *
- Al Jazeera, la voce del terrore *
- Iraq says satellite channels incite violence - Netscape/Cnn News
- "Al Jazeera fu complice dei miei sequestratori" - La Repubblica
- Che cos'è Al Jazeera *
- Kamikaze, eroi e traditori nelle tv arabe - M. Allam/Corriere della Sera
- Vi racconto com'è cambiata Al Jazira - M. Allam/Corriere della Sera
- Mitra e tv per umiliare l'infedele - M. Allam/Corriere della Sera
- Immagini e parole, l'odio in onda su Al Jazira - M. Allam/Corriere della Sera


