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30/07/2004: "Al Jazeera, la voce del terrore *"
Sofisticate videosigle computerizzate, studi avveniristici e abiti di lusso, fascinosissime speaker che nulla hanno da invidiare a Bbc e Cnn. Ma, passati prologhi e introduzioni, sfumata la patina delle apparenze, finiscono pure le somiglianze con le illustre rivali cui vorrebbe ispirarsi, e la tv satellitare Al Jazeera prende la voce del fondamentalismo estremista, degli assassini, degli stragisti, dei tagliatori di teste che infestano l'Iraq e il Medio Oriente: la voce, appunto, del terrore.
"Al Jazeera, Al Arabiya, al-Manar ed al-Alam sono canali di incitazione alla violenza e si oppongono agli interessi di sicurezza e stabilità del popolo iracheno", ha commentato recentemente il ministro degli Esteri dell'Iraq, Hoshiyar Zebari. Aggiungendo che il suo governo sta considerando seriamente l'eventualità di una chiusura degli uffici locali della televisione satellitare. "Purtroppo, essa è manipolata da gruppi terroristici e noi non intendiamo tollerare ulteriormente questo modo di fare informazione".
Probabilmente, il ministro iracheno aveva in mente, rilasciando queste dichiarazioni, non tanto i sospetti che già nel recente passato si sono appuntati sul network qatarino, ma più semplicemente ciò che un qualunque spettatore di Al Jazeera può rilevare ogni giorno con facilità, da almeno un anno a questa parte: la sistematica diffusione, oramai a cadenza giornaliera, di tutti i comunicati dei sequestratori e degli assassini; l'acritica divulgazione, senza prese di distanza né distinguo, delle loro istanze e richieste; la ferma accondiscendenza, senza eccezioni né incertezze, agli intenti mediatici ricattatori e intimidatori dei loro proclami.
Non sono qui in discussione le opinioni politiche o le convinzioni di cui una qualunque tv deve essere libera di farsi portatrice, bensì i rapporti di complicità e connivenza con gruppi organizzati di sequestratori e assassini, gli accreditamenti reciproci tra sistemi criminali illegali e sistema dell'informazione. Questioni, appunto, che attengono non all'ideologia o alla politica, ma soltanto al rispetto dei codici e della legge, e sulle quali in un qualunque Paese libero organi di polizia e tribunali penali provvederebbero ad indagare e giudicare severamente.
Guarda caso, alle dichiarazioni di Hoshiyar Zebari, Al Jazeera non ha replicato rigettando l'accusa di essere manipolata dai terroristi e di incitare alla violenza, bensì condannando il modo del ministro di trattare con la stampa e ribaltando addirittura nei suoi riguardi, con inarrivabile spudoratezza, l'accusa di "incitamenti contro la rete tv e il suo staff in Iraq" (!). Il network si è pure fatto scudo di un supposto codice etico di "onestà, imparzialità ed equilibrio" a cui i propri collaboratori si atterrebbero nell'espletamento della loro attività professionale.
Noi, da parte nostra, se solo ne avessimo l'opportunità, rivolgeremmo ai responsabili di Al Jazeera alcune semplici domande: Perché non si rifiutano di trasmettere i proclami dei terroristi? Perché non si dissociano pubblicamente dalle loro azioni criminali? Perché non denunciano all'autorità giudiziaria coloro che li riforniscono dei video dei sequestri e degli omicidi, e che per ciò solo sono già meritevoli di comparire davanti alla legge? Perché non si mettono a disposizione della magistratura per collaborare al riconoscimento dei tagliagole e dei sequestratori con cui entrano in contatto?
Temiamo che alle nostre domande immaginarie difficilmente qualcuno di Al Jazeera potrebbe dare una risposta seria. E non per mancanza di elementi, ma perché per noi quei fatti rivestono rilevanza esclusivamente penale, mentre per loro sono strumento di un impegno politico, di una missione ideale fortemente voluta e condivisa: quella, sciagurata, di prestare la propria voce alle bieche, e altrimenti mute, comparse dell'internazionale del terrore.
Vedi anche:
- Iraq says satellite channels incite violence - Netscape/Cnn News
- "Al Jazeera fu complice dei miei sequestratori" - La Repubblica
- Che cos'è Al Jazeera *
- Kamikaze, eroi e traditori nelle tv arabe - M. Allam/Corriere della Sera
- Vi racconto com'è cambiata Al Jazira - M. Allam/Corriere della Sera
- Mitra e tv per umiliare l'infedele - M. Allam/Corriere della Sera
- Immagini e parole, l'odio in onda su Al Jazira - M. Allam/Corriere della Sera
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